Stormfront: 24 razzisti condannati per incitamento all'odio razziale e minacce

Il tribunale penale di Roma ha inflitto condanne fino a 3 anni e 10 mesi. Nel 2012 il fondatore del sito italiano (ce n'è anche uno americano) fu arrestato e la pagina web oscurata

Stormfront, razzisti e suprematisti bianchi

Stormfront, razzisti e suprematisti bianchi

globalist 10 febbraio 2020

Finalmente una condanna contro fascisti e razzisti che troppo spesso fanno i loro porci comodi restando impuniti: condanne fino a 3 anni e 10 mesi sono state inflitte dai giudici della I sezione del tribunale penale di Roma per 24 persone accusate di aver preso parte, tra il 2011 e il 2012, al forum di discussione on line del sito Stormfront.
Gli interventi sul web - secondo le accuse - erano finalizzati alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali ed etnici, tutto mediante la diffusione di idee sulla superiorità della razza bianca.


Nei confronti degli imputati il pm Luca Tescaroli, attuale procuratore aggiunto a Firenze, aveva chiesto condanne a pene comprese tra i 4 anni e 14 mesi.
Le accuse contestate sono, a seconda delle posizioni, incitamento all'odio razziale, minacce e violazione delle legge Mancino. 
Nel procedimento figuravano come parti lese, tra gli altri, lo scrittore Roberto Saviano, l'ex sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini, l'ex ministro Andrea Riccardi.
Nel 2012 il fondatore del sito italiano (ce n'è anche uno americano) fu arrestato dalla Digos di Roma insieme ad altri esponenti di Stormfront. Il 20 luglio 2015 venne disposto il processo che si è concluso oggi.
Nel novembre del 2012 quattro persone furono arrestate e il sito, Stormfront venne oscurato perché istigava all’odio razziale. Oggi la sentenza è arrivata dopo sei ore di camera di consiglio.

La soddisfazione dell’ex sindaca di Lampedusa
 "Siamo molto soddisfatti, perché è vero che non si combatte solo con la repressione, ma è importante che questi personaggi capiscano che si paga un prezzo. Io ho sempre percepito la pericolosità reale di queste persone". 
A dirlo l'ex sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, parte lesa nel processo Stormfront, dopo la condanna di 24 persone.
"Bisogna riflettere su come arginare l'odio sul web. Fatti come questi - ha detto Nicolini che ha assistito in aula alla lettura della sentenza - non vanno mai sottovalutati".