Pezzopane (Pd) sulle foibe: "Giornata del ricordo deformata ad usum fascista"

L'esponente del Pd ha condannato l'episodio avvenuto all'Aquila dove Casapound ha esposto uno striscione in cui si definivano assassini i partigiani.

Stefania Pezzopane

Stefania Pezzopane

globalist 10 febbraio 2020

In una giornata nella quale, in occasione del “Giorno del ricordo” si sono sollevate diverse voci e le consuete polemiche soprattutto da parte di esponenti di destra la deputata del Partito Democratico Stefania Pezzopane è voluta intervenire in merito alla questione.


La Pezzopane ha voluto in prima battuta ricordare il significato della ricorrenza: "Il Giorno del ricordo nasce per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe. Il ricordo di quegli anni tragici per il confine orientale, il dolore nelle terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra, dopo gli orrori della guerra nazi-fascista, dovrebbe riunirci tutti nel condannare le violenze, i tentativi di supremazia nazionalista, il punto del non ritorno in cui spinge l’odio per il `nemico`, del motto `molti nemici molto onore`.


L’esponente del Pd ha poi espresso una condanna per tutte le manipolazioni che vengono fatte della tragedia delle foibe per fini strumentali e politici in ambito neofascista: “Questa giornata – ha proseguito - si sta però trasformando ormai nel suo esatto opposto. Trasformandosi in una data in cui la storia viene deformata ad usum fascista. In cui la parola `partigiani` viene abbinata a quella degli `assassini`, come avvenuto oggi all’Aquila con l’orribile striscione a firma Casapound vicino ad un luogo sacro come la Basilica di Collemaggio. E c’è anche chi ha il coraggio di sostenere che l’odio non è un problema per il nostro Paese”.


A proposito dell’episodio da lei citato in Abruzzo la Pezzopane ha richiesto l’intervento delle autorità in chiusura della nota: “Il sindaco - conclude ricopra immediatamente quella affissione abusiva. Fermiamo questo un nuovo fascismo strisciante, frutto amaro di ignoranza, propaganda e strumentalizzazione".