I tradizionalisti non amano Ratzinger ma lo usano contro Papa Francesco

In tutto questo si può dare torto al cardinale Bassetti? Non c’è un tentativo di delegittimazione? E’ uno stillicidio quotidiano

Ratzinger e Bergoglio

Ratzinger e Bergoglio

Riccardo Cristiano 26 gennaio 2020

Che cosa succede nella Chiesa cattolica? Un’idea possiamo farcela leggendo quanto ha detto il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, cardinale Gualtiero Bassetti,  non certo famoso per modi bruschi o per la consuetudine con polemiche accese:  “Se a qualcuno non piace questo Papa lo dica perché è libero di scegliere altre strade. Criticare va bene ma questo distruttismo no”, ha dichiarato.


“C’è troppa gente - ha aggiunto - che parla del Papa e a qualcuno io ho detto ‘fai la scelta di evangelico, se non ti va bene la Chiesa cattolica, se è troppo stretta questa barca’. I nostri fratelli protestanti non hanno né il Papa né il vescovo, ognuno faccia le sue scelte. Scusatemi per lo sfogo ma l’obiettivo di tutti deve essere quello di cercare risposte per il bene della Chiesa e dell’umanità”. 
Criticare va bene, dice quello che nessuno chiama il cardinal Presidente, come si faceva con Ruini, quando era lui a guidare la Cei. Quello che non può essere accettato è il distruttismo. E c’è? Beh, sembra proprio di sì. I cattolici all’apparenza “tradizionalisti”, o che si dice amino la “tradizione”,  sanno bene del Dictatus Papae, cioè le “affermazioni di principio del Papa”, costituito da 27 preposizioni, nel quale si riassumono i punti fondanti della riforma gregoriana. Lì ogni buon tradizionalista sa di trovare anche questo punto: “che solo al Papa tutti i principi debbano baciare i piedi”.


Siccome è noto per i tradizionalisti  i cardinali sono i principi della Chiesa, certi tradizionalisti cattolici sembrano non solo aver abbandonato la tradizione che tanto amano, ma averla capovolta. Come mai? Perché nella storia della Chiesa c’è stato oltre al papa anche l’anti-papa? Forse... 
Quando il cardinale Jorge Mario Bergoglio è stato eletto dai “suoi fratelli” cardinali 266esimo vescovo di Roma, si è trovato non per scelta sua a vivere non distante da una figura che nella Chiesa non c’è mai stata, quella del papa emerito. Da allora è cominciata una corsa disperata ad iscrivere il papa emerito nel corso dei delegittimatori. Per delegittimare il papa regnante. Questo tentativo si è intrecciato ovviamente a spinte “apocalittiche”, che associano Francesco con l’anti-Cristo, dimostrando che la fine del mondo è vicina. Questo c’è, ma ovviamente quel che c’è di più è il tentativo di usare il papa emerito “contro”.
Come è noto i tradizionalisti non amano Ratzinger, tutt’altro. Ancor meno possono aver accettato la sua “rivoluzione”, le dimissioni. Non hanno detto proprio “anatema”, ma poco c’è mancato.
“Non si scende dalla Croce”, tuonò un cardinale polacco contro Benedetto XVI. Ma hanno anche consapevolezza che è lui il grimaldello per delegittimare Francesco. E così, facendo buon viso a cattivo gioco, alcuni sembra che abbiano tentato di “usare” proprio il dimissionario contro il regnante. Tanti articoli hanno attribuito il ruolo di strumento per questa operazione a don Georg Ganswein, il segretario di Benedetto. Quando è stato proprio don Georg a rompere il loro ultimo tentativo, dicendo che Benedetto ritirava la firma dal libro scritto dal cardinal Sarah sul celibato obbligatorio, l’ex nunzio Viganò si è scagliato contro di lui, dicendo che don Georg isola il papa emerito.
Isola da chi? Da chi lo avrebbe isolato? Don Georg ha evidentemente detto quel che ha deciso di fare Benedetto, non lo ha isolato da non si sa bene chi. 
In tutto questo si può dare torto al cardinale Bassetti? Non c’è un tentativo di delegittimazione? E’ uno stillicidio quotidiano: i dubbi di questo, l’uscita di quello. Se si pensa che si è arrivati ad accusare Francesco di aver coperto gli abusi di uno che lui ha rimosso dal collegio cardinalizio e poi dall’ordine sacerdotale non si arriva a dirla così?
Questo tentativo di delegittimazione non si vede anche nell’azioni di politici di mezzo mondo? Le magliette “il mio papa è Benedetto” non erano qualcosa di inimmaginabile per la Chiesa universale nella quale si è “sub Petrum”? Allora l’inchiesta giornalistica oggi dovrebbe essere non tanto sul fatto se ci sia un tentativo di delegittimare il successore di Pietro, “la roccia della fede”, ma perché!
Pietro è la roccia della fede perché ha riconosciuto in Cristo il Messia e Cristo su di lui fonda la sua Chiesa. Che cos’è questa Chiesa? E’ una grande novità: una Chiesa fatta di singoli, di persone. L'assemblea cristiana  è composta da individui, da esseri umani distinti e sovrani. Non è una massa omogenea. Mai può essere che i diritti di un gruppo cancellino quelli dell’individuo, perché ogni individuo è l’icona di Dio, l’immagine di Dio. Dunque con la sua predicazione sulla fratellanza umana Francesco si conferma la vera roccia della fede in questi tempi tumultuosi. Si può dare torto al cardinale Bassetti?