A Bibbiano le Sardine surclassano Salvini. Due piazze, ma una sola era gremita

Poche centinaia di persone, truppe cammellate comprese, da una parte una grande folla dall’altra.

Le sardine contro Salvini a Bibbiano

Le sardine contro Salvini a Bibbiano

globalist 23 gennaio 2020
Surclassato. Poche centinaia di persone, truppe cammellate comprese, da una parte una grande folla dall’altra.
Una piazza piena di Sardine ha invaso la città di Bibbiano, nel Reggiano, al centro dell'inchiesta 'Angeli e Demoni' sul presunto giro di affidi illeciti in Val D'Enza. Oltre 5 mila persone affollano piazza Libero Grassi - ma altre sono in arrivo - con indosso sardine colorate, tra uno striscione "Bibbiano non si Lega" e "affitto a meridionali e neri". Vengono da tutta l'Emilia-Romagna, che domenica andrà al voto, ma anche dal resto dell'Italia.
"So che ne arrivano anche da Roma, e dalla Toscana", spiega Youness Warhou, rappresentate delle sardine di Reggio Emilia. Si inizia alle 19, con la piazza che canta 'Bella ciao', poi 'I cento passi' e 'Fischia il vento', perché il tema della serata è la musica: "Bibbiano è una città della musica - spiega Warhou - ma le persone ormai la associano solo al caso giudiziario".
L'invito stasera era, per tutte le sardine, di portare uno strumento, e dare vita a "un'orchestra ittica" in risposta al comizio di Matteo Salvini, appena a 200 metri di distanza, ma alla fine sono di più i cartelli, da quello che cita Liliana Segre, "pensate con la vostra testa e non con quella di chi grida di più" a "il gatto non riesce a mangiare questa sardina.
"Mi sembra sbagliato che Bibbiano venga strumentalizzata - spiega Francesco, di 17 anni, che sventola una sardina di cartapesta -. Siamo cittadini onesti che vivono loro vita ma il nome Bibbiano viene infamato per prendere dei voti e a me non sta bene". "Salvini non mi piace - commenta Annamaria, dalla bassa Reggiana - non mi piace il suo linguaggio e non mi piace ciò che comunica. C'è bisogno di tornare a una politica del dialogo, non dell'urlo".
Le parole di Mattia Santori
"C'è qualcuno che aspetta ancora una risposta" dalla famosa invocazione di Nanni Moretti "diteci qualcosa di sinistra". Ne è sicuro il leader della Sardine, Mattia Santori, convinto che in questi primi due mesi "il Pd, come tante forze di sinistra e moderati", abbiano tratto "un po' forza" dal movimento.
"Credo che il Pd, come tante forze di sinistra e moderati, ne abbia tratto un po' forza - ha detto Santori, parlando a margine della contro-manifestazione a Bibbino -. Credo che si siano resi conto che ci sono tante persone a cui poter parlare che prima erano nascoste e adesso hanno alzato la mano e hanno detto 'qualcuno ci parli di politica'. La famosa frase 'diteci qualcosa di sinistra', c'è tanta gente che aspetta di sentirlo dire".
"Dopo le regionali - ha spiegato Santori - ci siederemo a un tavolo con tutti i coordinatori nazionali, con i collegamenti con i territori, e cercheremo di arrivare a Scampia il 14 e 15 marzo" per l'assemblea nazionale "sapendo che cosa le Sardine si aspettano da loro stesse. Noi siamo solo il tramite, la sintesi di quello che ascoltiamo da parte delle sardine".
"Tante persone ci chiedono ogni giorno di affrontare la fase politica-partitica - ha proseguito il fondatore del movimento - e ci sono tante persone che ci chiedono di rimanere quella forza intermedia che permette di aggregare proprio perché non ha bandiere. Questo sarà un tema su cui ragionare. Io credo che il prossimo anno non sarà il tempo di diventare un partito, non ne abbiamo bisogno, abbiamo dimostrato che si può fare massa critica senza bisogno di una lista o un simbolo di partito".