Il funambolismo da circo equestre del 'martire' Salvini

Con l’ultima capriola istituzionale e politica sull’autorizzazione ad essere processato sul caso Gregoretti ha smentito quello che diceva

Salvini

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Nuccio Fava 21 gennaio 2020

E’ sempre interessante cogliere impressioni e anche solo pezzi di conversazione tra persone comuni magari in attesa all’uscita di scuola. Scopri che nessuno è interessato alla conferenza di Berlino sulla Libia, alla complessa sensazione che non matureranno presto risultati risolutivi. C’è invece interesse quasi generale per il virus cinese, la sua pericolosità e il rischio che arrivi sino a noi. Molti citano i casi di meningite nel bergamasco e nel bresciano e si chiedono se è possibile fare qualcosa. Prevale un misto di impotenza e di paura, di nervosismo che rimandano alle pagine di Manzoni sull’isteria durante la peste, il terrore e l’ira che l’accompagnavano.


Una situazione per me insolita, che mi ha ricordato certi scontri tra opposte tifoserie calcistiche aggravate da tensioni ideologiche e qualche spinta razzista. Di questo non c’è alcuna traccia nelle manifestazioni allegre e gioiose delle sardine ormai diffuse in tutta Italia. Tutte affollate e interessanti perché anche se non strutturate e prive di vera organizzazione, servendosi efficacemente della rete, esprimono rappresentanti giovani dal viso pulito e trasparente, senza aspirazioni di potere e ambizione. Un movimento nascente e interessante come avrebbe detto Alberoni dall’approdo ancora indecifrabile ma sicuramente orientato ad un cambiamento profondo. Chissà come influiranno nel voto in Emilia Romagna.


Anche in Calabria dopo la riuscita manifestazione di Reggio e la coraggiosa operazione antimafia del procuratore Gratteri. Salvini ha tentato di offrirsi come interlocutore e, al solito protagonista. Con l’ultima capriola istituzionale e politica sull’autorizzazione ad essere processato. Un numero da circo però, con qualche disagio anche tra i suoi che avevano ascoltato all’infinito su piazze e tv che solo il popolo sovrano poteva giudicare avendo agito esclusivamente nell’interesse del paese e della sicurezza nazionale messa in pericolo alle frontiere.


Un bel funambolismo da circo equestre che chissà quale effetto potrà ottenere nel voto con un leader populista che vuole presentarsi come “martire” attaccato e tradito specialmente dai cinque stelle che lo avevano invece difeso e condiviso nella precedente occasione.
Molti comunque ricorderanno inevitabilmente anche l’atteggiamento irato e irresponsabile assunto contro la Corte Costituzionale dopo il respingimento del referendum salviniano per introdurre per via referendaria una legge totalmente maggioritaria ed anche questo aspetto finirà forse per pesare nel voto delle regionali. Nel complesso un bel guazzabuglio di temi politici ed istituzionali ,con il rischio che restino quasi irrilevanti i veri concreti problemi su cui si dovrebbe votare. Situazione però non nuova nel nostro paese, basti ricordare le dimissioni di Massimo d’Alema da presidente del Consiglio dopo le regionali del 2000.