I fan di Salvini non mangiano, ma la Bestia non digiuna e continua a baciare i salumi (e a prendervi in giro)

Dopo mesi, forse anni, di mangiate pantagrueliche, i fan promettono il digiuno a San Martini martire, protettore della stagionatura del parmigiano

Salvini bacia la coppa
Salvini bacia la coppa
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Giuseppe Cassarà Modifica articolo

21 Gennaio 2020 - 15.14


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Sono mesi e mesi che twitter e Facebook sono invasi dai movimenti mascellari di Matteo Salvini: sappiamo con precisione certosina tutto ciò che è passato dalle sue fauci, sia esso una fetta di pane e Nutella (fatta però con nocciole italiane) oppure un piatto di tortellini o una forma di parmigiano prima benedetta dal bacio propiziatorio. E d’altronde, per Salvini il parmigiano è uno dei valori fondanti d’Italia (dopo la mamma e il papà, ça va sans dire).

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E se non siamo arrivati ancora al selfie sulla tazza, è solo perché l’ha preceduto Vittorio Sgarbi, se no saremmo stati edotti anche delle disavventure intestinali del Capitano, per la gioia dei suoi fan.

Si è sempre detto che Salvini parla ‘alla pancia’, in maniera letterale. Se vuoi arrivare a un uomo, dicevano le nonne consigliando le nipoti prossime sposine, devi passare per il suo stomaco. Mutatis mutandis, Salvini (e Morisi) ha preso questo motto di saggezza popolare e l’ha applicato al processo elettorale. Dimostrando, nostro malgrado, che i rimedi della nonna sono sempre i più efficaci: questo paese stravede per Salvini anche per quello che mangia, per i piatti della tradizione difesi a spada tratta contro gli infedeli che non mangiano carne di maiale. E in un Occidente che per il cibo ha sviluppato una malsana ossessione, ciò che mangi definisce chi sei. E Salvini, con le sue lasagne, i suoi piatti unti di grasso, le sue pantagrueliche cene e i luculliani spuntini in giro per la penisola, è italiano, italianissimo. Perché essere italiani, soprattutto in Italia, è ancora un bel piatto di spaghetti e un bicchiere di vino rosso. Questo siamo, questo sempre saremo. E Salvini lo sa.

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Ma siamo anche altro: siamo un popolo di ‘santi’ (i navigatori li mettiamo da parte che è un attimo essere associati a quelle zecche delle Ong), e andiamo a messa nei dì comandati. E facciamo i fioretti, per quelli ci andiamo matti. E Salvini, che sta sublimando a divinità, a santino da appendere agli specchietti retrovisori, sta chiedendo questo agli italiani: digiunate per me, pregate per il mio processo attraverso l’astinenza. Voi. Lui, invece, il suo tour in Emilia lo continua eccome. E d’altronde, altro non è che un assaggio di quello che sarà il paese governato dalla Lega: voi fate la fame, perché noi si possa continuare a rimpinzarci.

Ma siamo, per fortuna, ancora in grado di accorgerci quando il senso del ridicolo è stato superato. E così, mentre i fan di Salvini promettono un giorno intero di digiuno per il Capitano (un giorno intero, povere stelle), tocca agli oppositori di Salvini mangiare a sazietà questa volta, postando foto dei loro pranzi e ricordando tutti i pasti consumati da Salvini in anni e anni di campagna elettorale, rigorosamente condivisi sui social.

Insomma, passare dall’ingordigia alla penitenza nel giro di un paio di tweet è un cambio di rotta mica da poco. Ma è un ulteriore passaggio, un passo in più compiuto da Salvini verso il suo nuovo travestimento, quello di martire, di San Matteo da Bibbiano, protettore dei pranzi di Natale e della stagionatura del parmigiano.

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