Santori (Sardine): "Serve discontinuità, soprattutto sui decreti sicurezza"

Il portavoce del movimento da Lucia Annunziata: "Sembra di essere ai tempi in cui la sinistra era al governo e non ha fatto la legge sul conflitto di interessi su Berlusconi e l'elettorato era spiazzato

Mattia Santori
Mattia Santori
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12 Gennaio 2020 - 15.33


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Sono tanto odiati a destra, mentre nel campo democratico hanno portato una ventata di novità anche se il loro messaggio non è arrivato a una significativa parte di quel paese che segue la pancia ed è obnubilato da populismo (i grillini insegnano) e della demagogia fascio-sovranista.
Nel movimento delle Sardine si punta a “arrivare a fare una proposta di organizzazione a inizio marzo, per comunicare meglio e dare un messaggio più potente, dare delle linee guida e decidere se darsi dei referenti e iniziare a capire una linea politica e diplomatica”. Lo ha affermato il leader delle sardine, Mattia Santori, durante la trasmissione “Mezz’ora in più” su Rai 3 con Lucia Annunziata. “Non abbiamo ancora una data, l’8 marzo, essendo un movimento femminile, non sarebbe male”, ha aggiunto.
“Niente di nuovo in realtà, allo spin time a Roma abbiamo definito un calendario, abbiamo detto che dopo il voto in Emilia e Calabria di sarebbe aperta la terza farse, il ritorno a una dimensione nazionale. Sappiamo che siamo in debito verso il resto d’Italia, con un fenomeno che volenti o nolenti è diventato nazionale – ha spiegato Santori -. E’ un bilancio che verrà dopo il mese di febbraio. Ci prendiamo febbraio per dialogare con i territori e arrivare a fare una proposta di organizzazione a inizio marzo”.
Nel governo non si nota discontinuità
Governo Pd-M5S? Non si nota discontinuità” mentre “ci sono state leggi pesanti, come i decreti sicurezza e non solo” che erano un problema “per l’elettorato del Pd, a sinistra e la sinistra dei Cinque Stelle”.

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”Il decreto sicurezza – sottolinea – è sicuramente il punto”. “Sembra di essere ai tempi in cui la sinistra era al governo e non ha fatto la legge sul conflitto di interessi, ai tempi di Berlusconi e l’elettorato di sinistra era spiazzato, perché non capiva quale fosse la posizione”, aggiunge. “Certo – ammette Santori – non è facile, prender in mano ad agosto il governo, con una finanziaria difficile da fare, non è facile”.
Salvini e le piazze
“Salvini non sta riempiendo le piazze, punta su un messaggio che amplifica, mentre noi stiamo veramente lì”.
“Berlusconi ha scoperto le tv, Grillo Internet, Salvini Facebook e i social media, noi stiamo riscoprendo i corpi, le piazze”,
La sconfitta di Salvini aiuterebbe il rinnovamento della sinistra
 Dopo il voto in Emilia Romagna “ci sarà da fare un bilancio anche dal punto di vista dell’elettorato, perché un conto è l’offerta politica, un conto è la domanda. La domanda politica dell’elettorato emiliano romagnolo come si comporterà di fronte a questa elezione che mette a confronto due stili molo diversi? Vogliamo 20 anni di salvinismo o vogliamo che si vada in un’altra direzione?”.

In caso di sconfitta elettorale “bisogna capire se siamo pronti a fare politica anche nelle difficoltà”. All’opposto, una eventuale sconfitta del leader della Lega Matteo Salvini “faciliterebbe – secondo Santori – il processo di rinnovamento della sinistra”.
Zingaretti si è messo in discussione
“In qualche modo il Pd si è messo in discussione, ne va dato atto. E’ Il partito che ci ha dato più ascolto”.

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“Ma – spiega Santori – è ancora troppo presto per capire se possiamo partecipare a un processo di ricostruzione del Pd”. “C’è una riflessione”, assicura Santori.

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