Il procuratore generale di Catanzaro attacca Gratteri: "Inchieste evanescenti"

Il magistrato antimafia non replica. Nei giorni scorsi un'indagine da lui condotta ha portato all'arresto di 330 persone. Il pg del capoluogo calabrese: "Non mi ha informato"

Gratteri

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globalist 27 dicembre 2019

È passata una settimana dal maxi blitz della dda di Catanzaro che ha portato all’arresto di 330 persone in Calabria, ma anche nel resto d’Italia e all’estero. Quell’operazione, definita la seconda numericamente più importante dopo il maxi processo di Palermo, costa oggi a Nicola Gratteri arriva un attacco molto forte. Da un altro esponente della magistratura.

Il procuratore generale di Catanzaro, Otello Lupacchini, durante una trasmissione di Tgcom 24, ha lanciato parole d’accusa, facendo notare che della vicenda sapeva solo quanto riportato dalla stampa, perché Gratteri non l’aveva informato. In sostanza il pg del capoluogo calabrese lamenta il mancato coordinamento tra i due uffici.

Il Fatto Quotidiano riporta le sue parole, alle quali Gratteri ha scelto di non replicare:

I nomi degli arrestati e le ragioni degli arresti li abbiamo conosciuti soltanto a seguito della pubblicazione sulla stampa che evidentemente è molto più importante della procura generale contattare e informare. Al di là di quelle che sono poi, invece, le attività della procura generale, che quindi può rispondere soltanto sulla base di ciò che normalmente accade e cioè l’evanescenza di molte operazioni della procura distrettuale di Catanzaro stessa.

Non è la prima volta che si accende lo scontro a distanza tra i due magistrati, anche se Lupacchini nega che si tratti di una ‘guerra’ tra toghe. L’estate scorsa, spiega il quotidiano diretto da Travaglio, per una vicenda simile Gratteri si è rivolto al Csm. Una scelta, questa, compiuta dopo che Lupacchini aveva lamentato il mancato coordinamento delle due procure nel caso del trasferimento al tribunale di Salerno degli atti relativi al pm di Castrovillari Eugenio Facciolla. In quel caso il dissidio è rientrato. A distanza di pochi mesi, la polemica però è ripartita.