Santori (Sardine): "In un paese nel quale la Segre ha la scorta leggere la Costituzione è politica"

L'ideatore del flash mob intervistato della rivista del liceo romano Lucrezio Caro, 'il Lucreziano'. "Noi siamo scesi in piazza per riaffermare principi semplici di civiltà e per chiedere una politica più seria"

Mattia Santori

Mattia Santori

globalist 21 dicembre 2019

Una frase di buon senso in un paese che campa di menzogne, demagogia e tanta becera propaganda.
"In un Paese in cui la stessa legge elettorale è stata giudicata incostituzionale, in cui una persona come Liliana Segre viene messa sotto scorta a 89 anni per le minacce ricevute e dove un governo viene fatto saltare dalla spiaggia del Papeete, anche solo riaffermare i principi della Costituzione leggendone gli articoli davanti a migliaia di persone è un atto politico. La partecipazione è un atto politico". 



Lo ha detto il leader del movimento delle Sardine, Mattia Santori, intervistato della rivista del liceo romano Lucrezio Caro, 'il Lucreziano'.

"Noi - aggiunge - siamo scesi in piazza per riaffermare principi semplici di civiltà e per chiedere una politica più seria; se dopo 30 giorni dalla nostra nascita, senza aver mai fatto politica prima, ci mettessimo a dire la nostra sul Mes sull'Ilva e su altre problematiche specifiche saremmo i primi ad essere poco seri".


Non siamo neutrali tra destra e sinistra


Dire che siamo neutrali rispetto ai convenzionali schieramenti della destra e della sinistra non è corretto. La maggior parte della gente che scende in piazza si riconosce in valori che sono storicamente più di sinistra che di destra. Inoltre negli ultimi anni le politiche e il linguaggio utilizzato dalla destra italiana, in particolare dalla Lega e da Fdi, sono totalmente in contrapposizione con il nostro messaggio".