Salvini cristiano per convenienza: manda un presepe in una scuola che ha annullato la messa di Natale

La preside di un istituto di Agrigento ha annullato messa di Natale sostituendola con attività più inclusive per tutti i bambini. A Salvini il catechista non va bene.

Salvini e il presepe

Salvini e il presepe

globalist 20 dicembre 2019
L'Italia è uno Stato laico: dal punto di vista legale, vuol dire che non c'è una religione di Stato. Dal punto di vista pratico, significa (o dovrebbe significare) che nei luoghi pubblici (scuole, uffici, stadi, ecc...) non dovrebbero comparire simboli religiosi, tra le altre cose. 
Questa conquista di libertà non è mai piaciuta alla Lega, che sta cercando di sostituirsi al Papa per vangelizzare l'Italia. E una preside di un istituto di Agrigento, Anna Gangarossa, che ha deciso di annullare la Messa di Natale della sua scuola per sostituirla con delle attività che potessero far sentire anche le minoranze religiose incluse nei festeggiamenti si vedrà recapitare un presepe nientemeno che da Matteo Salvini in persona, che nella sua nuova veste di catechista. 
La polemica è giunta alle orecchie di Capitan Presepe dalla chat di whatsapp dei genitori degli alunni della scuola, a quanto pare infuriati perché ai loro pargoli veniva negata una messa di Natale (cosa che, per chi un minimo conosce i bambini, non potrà che essere stato un graditissimo regalo) e veniva invece data la possibilità di festeggiare con attività che più si addicono a una scuola. La prima a sollevare un vespaio è stata Nuccia Palermo, consigliera comunale della Lega di Agrigento, che ha scritto: "Mi giunge notizia che la scuola Lauricella abbia annullato il precetto natalizio perché ritenuto offensivo della sensibilità dei ragazzini che professano religioni diverse da quella cattolica. A mio giudizio, una scuola che si piega, che cancella con un colpo di spugna le tradizioni del nostro popolo e della nostra terra è una scuola che dà un cattivo insegnamento. La Dirigente Gangarossa, che è persona ragionevole, torni sui suoi passi e permetta ai ragazzi che vogliono farlo di partecipare alla Santa Messa di Natale così come sempre è avvenuto senza che nessuno si sia mai sentito offeso".
Al rifiuto della preside di tornare sui propri passi, la Palermo ha rincarato la dose: "È inaccettabile subire la censura di una minoranza di integralisti presunti laicisti che agitando lo spettro di una asserita discriminazione non fanno altro che cancellare le nostre preziose tradizioni e svuotare di ogni valore le nostre stesse esistenze. Il Natale è tradizione, valore e ricchezza per chiunque vi creda. Tutti gli altri sono liberi di farsi un giro dove gli pare".
Il Natale, oltre ad essere la festa dei cristiani, è anche un monito alla fratellanza, all'unione e all'amore verso il prossimo, dato che si festeggia la nascita di colui che ha introdotto questi concetti rivoluzionari. Permettere a tutti i bambini, non solo a quelli cristiani, di partecipare alle festività di Natale, di comprendere meglio lo spirito del Natale senza necessariamente passare per una funzione religiosa è esattamente quello che dovrebbe fare una scuola, che non è una chiesa. I bambini potranno andare alla Santa Messa insieme ai loro genitori, se ne avranno voglia. Lasciamo che la scuola faccia la scuola e insegni il bello della diversità.