Quando odio e razzismo non si fermano neanche di fronte alla morte di una bambina

Una madre piange la neonata che è spirata e viene insultata perché essendo africana è una scimmia che comunque ne sfornerà tanti altri. Forse qualcuno di loro è tra quelli che difendono il presepe.

Immagine di repertorio

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Claudia Sarritzu 18 dicembre 2019
Ha 5 mesi. Dovete immaginarla una neonata di 5 mesi. Dovete fermarvi qualunque cosa stiate facendo. Dovete infliggervi questa penitenza e soffrire, perché solo così potrete capire la gravità di quanto accaduto ieri in un ospedale di Sondrio.
Poi dovete immaginare che sia vostra figlia. Uscita dalla vostra pancia e che in culla muoia, come tanti altri neonati a caso nel mondo. Chiamatela sfortuna, non ci sono motivazioni, può succedere ed è successo proprio a voi. A voi è successa la cosa peggiore possa accadere: perdere un figlio.
Dolore e rabbia si confondono in un urlo di dolore, acuto, lacerante, forte come un coltello che vi divide in due il cervello. L'unica cosa che mai immaginereste è di essere giudicate e insultate per quel dolore. E invece siete in un ospedale italiano e quell'urlo infastidisce qualcuno. Non perché fa un male cane sentire una madre che piange sua figlia, non perché vi immedesimate e siete troppo codardi per ascoltare, ma perché quella madre è nera: "E una scimmia, che tanto ne sforna uno all'anno, cosa urla a fare, per loro perdere un figlio non come per noi".
Questa cosa qui, sta diventando l'Italia sovranista. Questa roba nauseabonda che sa di Germania nazista degli anni "30.
Dovremmo urlare tutti insieme con questa madre. Dovremmo scacciarli come scarafaggi questi mostri razzisti che si aggirano anonimi nel Paese della Sacra Cattolica Romana Chiesa. 
Hanno il presepe in casa, lo usano come un'arma da crociata appuntita. Un simbolo di guerra e non più di pace. Odiano e suscitano odio in noi che non riusciamo più a tollerare la loro sporca guerra contro gli Altri. I non bianchi, i non fascisti, i non razzisti, in non ignoranti. 
Questa creatura è diventata il simbolo di questo Natale fatto di demagogia e propaganda scadente. Un Paese che si è ammalato di orrore e che prima era razzista e fascista ma almeno si vergognava di esserlo.