Rapporti con la 'ndrangheta: indagato il presidente della Regione Valle d'Aosta

Indagine per scambio elettorale politico mafioso nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Dda di Torino sul condizionamento delle elezioni regionali del 2018 da parte della criminalità

Il presidente della Regione Valle d'Aosta, Antonio Fosson

Il presidente della Regione Valle d'Aosta, Antonio Fosson

globalist 13 dicembre 2019
I giudizi sono prematuro ma la preoccupazione c’è: il presidente della Regione Valle d'Aosta, Antonio Fosson, è indagato per scambio elettorale politico mafioso nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Dda di Torino sul condizionamento delle elezioni regionali del 2018 da parte della 'ndrangheta. 
Oltre a Fosson sono indagati, per lo stesso reato, anche alcuni assessori e consiglieri regionali. 
Oltre a Fosson (ex senatore della Repubblica) hanno ricevuto un avviso di garanzia anche l'ex presidente della Regione, ora assessore al turismo e beni culturali, Laurent Vierin, l'assessore alle opere pubbliche, Stefano Borrello, e il consigliere regionale Luca Bianchi. Questi ultimi tre sono già stati interrogati dagli inquirenti. L'inchiesta è coordinata dal pm Valerio Longi.
 Carabinieri: "Ex presidente incontrò boss" In particolare, secondo quanto riferito dai carabinieri, il 4 maggio 2018 l'allora "presidente della Regione Laurent Vièrin, nonché prefetto in carica, incontrò uno degli esponenti di vertice della 'ndrina di Aosta, Roberto Di Donato, presso l'abitazione di Alessandro Giachino" ad  Aymavilles. L'incontro a fini elettorali, documentato dagli investigatori con fotografie, è durato un'ora circa. 
 Gli effetti", scrivono i militari, "si vedono già il 12 maggio quando presso il bar 'Nord', sito nel quartiere Cogne di Aosta, viene organizzato un aperitivo in favore di Laurent Vierin al chiaro scopo elettorale". "Da una telefonata" del 15 maggio tra Alessandro Giachino e Deborah Camaschella, ex sindaco di Valtournenche e candidata alle ultime Regionali, secondo gli investigatori, "si ha il riscontro dell'avvenuto accordo tra Laurent Vierin e il locale, cioè la richiesta del politico di voti, per lui e i candidati della sua lista, e la seguente approvazione del sodalizio criminale che ha concordato e approvato i candidati da supportare, stabilendo