Il vescovo Galantino: "Quanta ipocrisia dietro il prima gli italiani"

Il monsignore si lamenta per il tanto odio che c'è nel paese e aggiunge: "Bisognerebbe dire prima chi ha bisogno, ma poi tanti politici non si assicurerebbero voti"

Monsignor Nunzio Galantino con Papa Francesco

Monsignor Nunzio Galantino con Papa Francesco

globalist 11 dicembre 2019

La crisi economica sulla quale poi i demagoghi di destra e quelli populisti hanno speculato aggiungendo odio all’odio, rancore al rancore fino a questa situazione di degrado etico e politico dalla quale non è facile uscire.

"Vedo un'Italia che si va incattivendo, ma l'antidoto all'odio e al razzismo sono le buone idee e la buona politica".
 Monsignor Nunzio Galantino, presidente dell'Apsa, l'Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica, sul numero di Famiglia Cristiana in edicola da domani parla a tutto campo di piazze virtuali, crescita dell'odio, finanze vaticane, impegno politico e sociale dei cristiani, immigrazione.

"L'odio", precisa nell'intervista Galantino, "gonfia e si gonfia più di ogni altra qualità di lievito. Si nutre di ignoranza e prospera in un clima politico che, come ritiene Vargas Llosa, si svuota di idee e di ideali per limitarsi a rincorrere la mera pubblicità e l'ossessione per le apparenze. Siccome l'odio - una patologia dello spirito - non nasce solo dalle parole ma dalle idee, può essere vinto solo con altre idee che abbiano una forza uguale e contraria, frutto di conoscenza e di formazione".
Galantino commenta la scorta data a Liliana Segre. "E' sempre triste quando in una società si è obbligati a mettere sotto protezione una persona. Per qualsiasi motivo. E' una sconfitta per la libertà di espressione. Vuol dire che stiamo raccogliendo e 'gustando' - lo dico in senso ironico - il frutto avvelenato di un modo di stare insieme in cui non si è più capaci di guardare negli occhi le persone, di conoscerne la storia, di apprezzarne il valore. Insomma, e' il trionfo del 'Prima le ideologie, poi le persone'".


E infine: prima gli italiani? "Per quanto molto diffuso e altrettanto evocato, trovo tanta ipocrisia in questo proclama. Vedo tanti 'italiani' discriminati. Alcuni solo perché hanno il colore della pelle diverso, altri perché vivono in condizioni di particolare disagio. Certo, se si sostituisse il 'prima gli italiani!' con una seria azione ispirata al 'prima chi è nel bisogno!', non credo che tanti politici si assicurerebbero tanto seguito".