Ruby ter: "Barbara Guerra minacciava Berlusconi. Diceva che avrebbe mostrato video se..."

In aula parla l'architetto Ivo Redaelli, che si definisce amico dell'ex premier

Barbara Guerra
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9 Dicembre 2019 - 12.55


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Ruby ter: nuova udienza, nuove rivelazioni. Questa volta a parlare è Ivo Maria Redaelli, architetto e mediatore immobiliare: “Quando Barbara Guerra si arrabbiava, minacciava di andare dai giornalisti affamati di notizie, mostrargli dei video e ‘cantare’”. Con queste parole ha riferito ai giudici del processo ‘Ruby ter’ del ‘pressing’ che sarebbe stato messo in atto dalla show girl nel 2010 per convincere Silvio Berlusconi a soddisfare le sue esigenze.

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All’allora ‘olgettina’, Berlusconi aveva messo a disposizione una delle case progettate da Redaelli dal valore di 800mila euro. “A volte, Guerra mi chiamava e dava in escandescenze – è il racconto del testimone, incalzato dalle domande del procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e del pm Luca Gaglio – magari per una lampadina che si era bruciata. Mi diceva che non aveva più nè lavoro, nè soldi a causa della serate ad Arcore”. Sul contenuto dei video che la giovane minacciava di rendere pubblici, Redaelli precisa: “Magari potevano essere immagini in cui lui appariva in maglioncino o in canottiera. Berlusconi è un esteta e gli avrebbe dato fastidio”. Nel processo sono imputate 28 persone, tra cui l’ex premier che è accusato di corruzione giudiziaria per avere ‘comprato’ il silenzio o le bugie delle ragazze che partecipavano alla serate a Villa San Martino nei procedimenti giudiziari scaturiti dalla rivelazioni di Ruby.

“Berlusconi – ha aggiunto Redaelli che si definisce ‘un amico’ del fondatore di Forza Italia – si sentiva molto triste, è una persona sensibile, aiuterebbe chiunque, pensava di essere moralmente responsabile del fatto che le ragazze fossero rimaste senza lavoro a causa dell’inchiesta e voleva che si rifacessero una vita, trovassero un fidanzato e diventassero autosufficienti. Quando poi le telefonate diventavano insistenti, era infastidito e minacciava di buttarle per strada, ma io tranquillizzavo le ragazze dicendo che non l’avrebbe mai fatto”.

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Stando al racconto del teste, oltre a Barbara Guerra anche Alessandra Sorcinelli andò a vivere in una delle ville progettate da Redaelli a Bernareggio, in Brianza, “in comodato d’uso che non aveva una scadenza e senza mai pagare le utenze di luce e gas”. Le residenze avevano un valore di 800mila euro a testa. Guerra vive ancora lì: “Non la sento più, dopo avere risolto i problemi di gas e lampadine – ha chiarito l’architetto – so che qualche mese fa c’era stata una ‘perdita’ ma se n’è occupata un’altra persona”. Redaelli ha affermato di non avere “mai sentito che questa casa doveva essere regalata a Barbara Guerra”.

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