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Il sindaco di Biella (che rifiutò la cittadinanza a Liliana Segre) è indagato per uso privato dell'auto blu

Claudio Corradino è di nuovo nella bufera, stavolta per un'indagine per peculato riguardo il suo privato dell'automobile comunale

Claudio Corradino
Claudio Corradino

globalist

7 Dicembre 2019 - 09.48


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Si erano appena placate le polemiche sulla cittadinanza onoraria di Biella rifiutata a Liliana Segre e offerta a Ezio Greggio (che l’ha rifiutata), e adesso il sindaco Claudio Corradino è di nuovo nella bufera per un’accusa di peculato: secondo l’indagine, il sindaco utilizzave privatamente l’automobile comunale. 
A far partire l’indagine, due consiglieri comunali storicamente avversari del sindaco leghista: Stefano Revello e Roberto Tomat, di Cossato, che già in passato avevano sollevato politicamente il caso dell’uso improprio da parte dell’amministratore di mezzi comunali. Giovedì scorso Corradino si è presentato al terzo piano del tribunale, accompagnato dal suo avvocato, Carlo Boggio Marzet. Qui sarebbe stato ascoltato per un paio d’ore dal Procuratore capo in persona,  Teresa Angela Camelio. Presente al colloquio il luogotenente dei carabinieri della sezione di polizia giudiziaria, Tindaro Gullo, a cui sono stati affidati una serie di rilievi.
Secondo l’accusa quello del sindaco non è un atteggiamento nuovo: i fatti sarebbero legati anche al periodo in cui era sindaco della città di Cossato, dove ha governato per 10 anni. Ma l’accusa dell’indagine in questione riguarda solamente Biella. Ci sarebbero delle fotografie e documentazioni messe a disposizione dei magistrati, che mostrano una Bmw di colore scuro mmortalata in luoghi non istituzionali ed in orari non legati al ruolo istituzionale del sindaco. 

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