Il padre assassinò la madre e si uccise: l’Inps chiede 124mila euro alle orfane

Le due ragazze sono 'legalmente' costrette a pagare le spese ospedaliere del compagno della madre, ferito dal loro padre assassino.

Marco Lojola e Cristina Biagi

Marco Lojola e Cristina Biagi

globalist 7 dicembre 2019

Una storia assurda, che dimostra come l'applicazione cieca della legge non può funzionare senza guardare alle persone coinvolte. Partiamo dall'inizio:

Il 28 luglio del 2013, a Marina di Massa (Massa Carrara), Marco Lojola, 40 anni, uccise la ex moglie Cristina Biagi a colpi di pistola e ferì il nuovo compagno della donna, prima di togliersi la vita. 
La coppia aveva due figlie, che sono state affidate al nonno, tutore legale. A distanza di sei anni, le due ragazzine - ancora minorenni - si sono viste recapitare dall'Inps una richiesta di pagamento di 124mila euro, che se non pagati autorizzeranno l'ente al recupero coattivo. Insomma, lo stato chiede soldi alle vittime di una tragedia. Ma perché?
Il punto è che legalmente è tutto normale: la cifra richiesta fa riferimento alle spese di indennità di malattia e all'assegno di invalidità erogato per il compagno di Cristina Biagi, che è riuscito a sopravvivere all'aggressione del padre delle due ragazze. Essendo le due eredi del padre, tecnicamente sono loro a dover risarcire le spese affrontate in questi anni. 
La casa che le due hanno ereditato dai genitori non basta a coprire le spese, e hanno a disposizione una pensione del nonno, che l'uomo avrebbe messo da parte per il futuro delle due ragazze. L'avvocato delle figlie ha spiegato ora di aver chiesto un incontro con l'Inps: "In prima istanza - ha detto - spero che l'Inps, valutando la situazione, receda dalla richiesta, ripeto legale, che ha avanzato. In seconda ipotesi che si possa arrivare a transare una cifra ben diversa, che si basi sulla situazione di questa famiglia".