Il leghista Borghezio accusato di furto di carte storiche all'Archivio di Stato

L'ex europarlamentare avrebbe cercato di sottrarre documenti risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. Lo ha denunciato un'impiegata. Lui si giustifica: "Un equivoco"

Borghezio

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globalist 30 novembre 2019
Una storiaccia che vede coinvolto un leghista che è nello stesso tempo un fascista e un razzista senza scrupoli: ora la procura di Torino indaga per un tentativo di sottrarre alcuni documenti dall'Archivio di Stato di Torino. 
Protagonista della vicenda Mario Borghezio, storico esponente della Lega a lungo deputato e parlamentare europeo.
Un'impiegata dell'Archivio ha accusato il politico, appassionato di storia, di avere cercato di portarsi a casa alcuni documenti risalenti alla Seconda Guerra Mondiale e relative alle misure di prevenzione dei bombardamenti.
Un "equivoco" per Borghezio, che si è giustificato dicendo di voler soltanto fotocopiare le carte, anche se il regolamento non lo prevede. "Sono un grande appassionato di storia: volevo poter fotocopiare quei documenti che rappresentano un unicum. Ma le pare che possa rubare qualcosa?" si difende l'ex eurodeputato.
L'episodio è stato segnalato ai carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale (Tpc).
Dopo la segnalazione alla Procura è stato aperto un fascicolo di indagine che il procuratore aggiunto Enrica Gabetta ha affidato al sostituto procuratore Francesco Pelosi, davanti al quale Borghezio dovrà chiarire o dimostrare che fosse in buona fede.