Odio e Boldrini: dove ci sono fake news ci sono fascisti

Manifesti a sfondo razzista per accusare l'ex presidente della Camera di voler promuovere un'immigrazione che cambierà i nostri stili di vita. Una provocazione

Manifesti contro Laura Boldrini

Manifesti contro Laura Boldrini

globalist 28 novembre 2019
Una campagna di denigrazione e di fake news tipico della destra e soprattutto di quella fascista e nazista.
Al momento ci sono tre identificati a Mantova, di cui uno con precedenti penali
Sono stati affissi in molte città d’Italia, da Nord a Sud, numerosi manifesti in cui compare il volto di Laura Boldrini. Si tratta di un gesto anti-immigrazionista che utilizza il nome della deputata del Pd – ed ex presidente della Camera – per portare avanti una battaglia ideologica contro i migranti. Non è arrivata ancora nessuna rivendicazione per questo gesto e la Digos sta indagando per trovare i responsabili. Il tutto, infatti, è firmato da un sedicente ‘Ministero della Verità’, nome preso – probabilmente – da una citazione orwelliana.
Nei manifesti c’è scritto: “Pensa come vuoi, ma pensa come noi». Ancora più sotto la frase: «Gli immigrati ci offrono uno stile di vita che presto sarà molto diffuso tra tutti noi». A chiudere, il simbolo di un occhio e la misteriosa dicitura «Ministero della verità».
I primi manifesti sono stati affissi a Mantova e poi Udine e in provincia. Poi, nel corso della mattinata, altri sono stati ritrovati in varie città delle Marche – in particolare a Macerata, città Natale di Laura Boldrini -, in Piemonte e anche in Molise. Ma arrivano altre conferme anche da Brescia e in altri comuni della Lombardia.
Nessuna rivendicazione, per il momento, se non quel simbolo a forma di occhio (che ricorda un simbolo massonico) e quel marchio: «Ministero della Verità». Si tratta, probabilmente, di una citazione di George Orwell che parla di di questo ministero (che si occupa di comunicazione e propaganda) come una delle quattro istituzioni che governano lo Stato immaginario di Oceania di cui parla nel suo romanzo 1984.