Verona vuole intitolare una via ad Almirante, firmatario del manifesto della razza

Mentre a parole dicono di voler combattere l'antisemitismo i rigurgiti post-fascisti prevalgono nella città guidata dalla destra

Giorgio Almirante

Giorgio Almirante

globalist 20 novembre 2019
Meno amle che insistevano a dichiararsi assolutamente antisemiti, che era tutta una strumentalizzazione della sinistra, che non si può fare di tutta l'erba un fascio e condannare tutta la città: eppure Verona ci tiene particolarmente al suo titolo di città più nera d'Italia e lo ha confermato, proponendo di intitolare una strada a Giorgio Almirante, respingendo quella che indicava il nome di Giorgio Gaber.
Lo afferma in una nota l'on. Alessia Rotta, vice capogruppo vicaria dem: "Ovviamente - aggiunge Rotta - la commissione che si è occupata dell'atto ha usato una serie di patetiche scuse come le eccezioni di territorialità, puntualmente smentite dalla lettura dei regolamenti comunali, per giustificare la sua scelta. La verità è che la giunta guidata da Sboarina ha un disegno molto preciso: fare di Verona la città dell'ultradestra italiana. Tutto il resto è secondario. Almirante non solo non ha rinnegato il fascismo ma è stato redattore della rivista La difesa della razza, firmatario del Manifesto della razza e ha aderito alla repubblica di Salò. Anche nella toponomastica la giunta veronese vuole dare il segno della discontinuità e della ormai palese alleanza con i movimenti di destra. La nostra Repubblica, nata dalla Resistenza, ha l'antifascismo come valore fondante. Nessuno pensi di poter riscrivere la storia", conclude.