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L'invasione fantasma: gli italiani vedono più migranti di quelli che esistono

L'Eurispes rivela: in Italia i migranti sono l'8% del totale, ma per gli italiani questo dato è gonfiato da politici e media fino al 25%

Un bambino migrante
Un bambino migrante

globalist

16 Novembre 2019 - 15.45


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“Dite una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà la verità”. Lo disse Joseph Goebbels, lo spietato ministro della Propaganda della Germania nazista. E mai come adesso questa frase sembra applicarsi all’Italia del 2019. Perché a forza di sentir parlare di ‘invasione’ da certa politica e dai media, gli italiani si sono davvero convinti di essere sotto assedio, di dover alzare muri, di essere costretti a imbracciare il fucile per difendere il suolo patrio. 
La realtà è ben diversa questa fantasia: come ha spiegato Gian Maria Fara, presidente di Eurispes, in occasione dell’incontro “Immigrazione, è ora di voltare pagina”, organizzato a Napoli dal Gruppo dell’alleanza progressista Socialisti e democratici al Parlamento europeo, il totale dei migranti presenti sul suolo italiano rappresenta l’8% della popolazione. Ma per la maggioranza degli italiani, questo numero viene gonfiato fino ad attestarsi al 16%, se non al 25%. 
Eppure, basterebbe aprire gli occhi per rendersi conto che la realtà è molto diversa: gli stranieri in Italia – e siamo costretti a intendere per stranieri solo le persone con la pelle nera – non solo non sono così comuni, ma è difficile trovarli integrati anche nel mondo lavorativi. Pensiamo, per esempio, a quando è stata l’ultima volta che abbiamo visto una persona non bianca, per esempio, come impiegata alla poste, alla guida di un taxi o di un mezzo pubblico, nelle forze dell’ordine (pensiamo al clamore che ha fatto il corazziere nero al Quirinale), tra il personale di un ospedale, per non parlare di ruoli istituzionali e politici, o nel mondo dello spettacolo. 
Come dicevamo, la colpa di questa errata percezione della realtà non è solo della politica: “Molto raramente le questioni costantemente sotto l’obiettivo di televisioni, giornali e social network – ha aggiunto Gian Maria Fara – non vengono di riflesso sentite dei cittadini come cruciali, crescenti, spesso emergenziali”.
“È una influenza che non risulta identica su ogni individuo – ha aggiunto – né certamente è avulsa dal personale bagaglio cognitivo ed esperienze”.
Ma rimane il fatto che per la maggioranza degli italiani, la bugia è diventata realtà. Con conseguenze che vediamo ogni giorno, come il crescente razzismo che comincia a ripercuotersi anche sui bambini. 

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