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Indebitato e assediato dai creditori: i retroscena sul responsabile della morte di tre Vigili del Fuoco

Giovanni Vincenti aveva scelto di inscenare un incendio nel suo cascinale per poter riscuotere i soldi dell'assicurazione. Poi la tragedia di Quargnento

Vigili del fuoco morti a Quargnento
Vigili del fuoco morti a Quargnento

globalist

10 Novembre 2019 - 18.43


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Quello che ha fatto è imperdonabile: la paura del fallimento agli occhi della gente, un modo per portare a casa un po’ di denaro e mantenere il suo stile di vita: questi i moventi che hanno spinto Giovanni Vincenti a inscenare un incendio nel suo cascinale per poter riscuotere i soldi dell’assicurazione. Lo ha ammesso lui stesso al procuratore capo di Alessandria. Inseguito dai creditori, ha scelto la truffa, poi però è crollato sotto il peso del rimorso dopo i funerali dei tre vigili del fuoco che hanno perso la vita per domare l’incendio nella sua cascina a Quargnento. 
Da qualche anno Vincenti, 55enne, era titolare di un sito web per l’organizzazione di viaggi: appassionato di cavalli in passato aveva fondato e gestito un maneggio ma l’attività non era andata bene e l’aveva ceduta.  Da tempo, proprio per mancanza di liquidità, l’imprenditore cercava di vendere la sua cascina senza però riuscirci.
E allora decide di risolvere la sua crisi finanziaria frodando l’assicurazione. Peccato che nel suo piano siano state “incluse” le vite dei vigili del fuoco: sapeva dei timer, ha avuto mezz’ora di tempo dal primo incendio per rivelare la presenza di sei bombole del gas nella struttura e avrebbe avrebbe potuto salvare tre persone. Ma non lo ha fatto: ora è in carcere, accusato in concorso con la moglie – indagata a piede libero – di omicidio plurimo, disastro doloso e lesioni volontarie

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