FdI, schedature da regime: rivelate sul web quali case popolari sono abitate da stranieri

Un fatto gravissimo compiuto da due esponenti di Fratelli d'Italia, Galeazzo Bignami e Marco Lisei. Cathy La Torre annuncia azioni legali

Marco Lisei e Galeazzo Bignami

Marco Lisei e Galeazzo Bignami

globalist 10 novembre 2019
Un comportamento aberrante quello di due esponenti di Fratelli d'Italia a Bologna, Galeazzo Bignami e Marco Lisei, che in stile ronde naziste sono andati in giro per Bologna a controllare, nei citofoni delle case popolari, quali fossero abitate da stranieri. 
La scusa per questo assurdo gesto, documentato tra l'altro in un video su Facebook dai due che hanno dichiarato di "fregarsene della privacy" degli stranieri, è quella di dimostrare che la maggior parte delle case popolari sono affidate a stranieri e non a italiani. 
Durissima la reazione del dem Mazzanti: "Filmare i nomi degli stranieri che hanno legittimamente ricevuto dal Comune una casa rischia di diventare un incitamento all’odio razziale verso queste famiglie". D’accordo anche il presidente del Navile Daniele Ara, che da giorni va denunciando nel suo quartiere episodi che sembrano "l’anticamera di persecuzioni" viste nei tempi più bui del Novecento.
Cathy La Torre, avvocato bolognese fondatrice del programma 'Odiare ti Costa' che denuncia le offese razziste che avvengono sul web, ha dichiarato su twitter: "È successa una cosa gravissima. Ma stavolta hanno sottovalutato le conseguenze. Sulle case e i negozi degli ebrei i nazisti affiggevano cartelli che potessero agevolarne il riconoscimento. Oggi il censimento della razza che “ruba” agli ariani si fa con telecamera e Facebook. Come a Bologna, dove Galeazzo Bignami, Parlamentare, e Marco Lisei, Consigliere Comunale entrambi di Fratelli d’Italia, hanno fatto un giro per le case popolari di Bologna, videocamera accesa, comunicando in diretta Facebook al “popolo” quali siano le case abitate da stranieri, e dove trovarle. Riprendendo i loro citofoni e leggendo uno ad uno i nomi degli abitanti di quelle case. Persone che, RICORDIAMOLO, abitano in quelle case legittimamente, non le hanno rubate a nessuno, sono state assegnate loro per diritto. Quale sarebbe la loro colpa? Perché sottoporli a questa violenza? Ovviamente la loro colpa è essere stranieri, essere di un’altra “razza”, essere carne da macello elettorale. Vivere in una Regione in cui si è in piena campagna elettorale e la ricerca disperata del voto per la poltrona esige di rivolgersi agli elettori parlando ai loro istinti più bassi. Poiché però non siamo (ancora) in un’Italia nazista, ma in uno Stato di Diritto retto dalla Costituzione Italiana, ricordo ai due Colleghi Avvocati e candidati che per la legge, la diffusione di nomi, cognomi indirizzo di residenza degli assegnatari degli alloggi popolari per essere lecita deve ricevere il consenso degli interessati. Senza tali requisiti la diffusione viola la normativa in materia di protezione dei dati personali. E dato che non risulta alcun un consenso di quei cittadini alla pubblicazione e diffusione dei propri dati, il video postato dai due politici è un trattamento di dati personali illecito e non autorizzato".