La Cisl sull'Ilva: "Il governo ha colpe ma la Mittal è irresponsabile"

La leader di Cisl Annamaria Furlan: "La posizione di Arcelor Mittal è un ricatto inaccettabile"

Arcelor Mittal

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globalist 9 novembre 2019
La leader della Cisl Annamaria Furlan ha dichiarato l'atteggiamento di Arcelor Mittal "del tutto inaccetabile, irresponsabile, quasi un ricatto": "Lo avevamo detto con chiarezza già alcuni mesi fa: Arcelor Mittal andrà via senza le garanzie a suo tempo pattuite sulla tutela penale per gli effetti ambientali del piano industriale. Ecco perché la politica ha le sue colpe e non può fare ora lacrime di coccodrillo" ha detto Furlan, ribadendo la posizione del sindacato relativamente al braccio di ferro in corso tra Governo e ArcelorMittal sugli impianti dell'ex gruppo Ilva.
"L'unica strada è quella di ritornare al tavolo di confronto, far prevalere la responsabilità nella ricerca di una soluzione finalizzata a scongiurare i cinquemila esuberi e la chiusura degli impianti" rilancia, ricordando come l'accordo sottoscritto con la multinazionale prevedeva "la difesa dell'occupazione e soprattutto gli investimenti per l'ambientalizzazione e la messa in sicurezza degli impianti". Perdere questo, ammonisce, "sarebbe una vera sciagura. Una sconfitta per tutti, un disastro industriale, sociale ed ambientale per Taranto e per l'intero sistema produttivo del paese".
A maggior ragione per questo "la politica, le parti sociali e le istituzioni locali devono scegliere da che parte stare". Basta dunque con le ambiguità, dice. "La via legale sarebbe troppo lunga, farraginosa ed alla fine ci ritroveremmo solo la fabbrica chiusa. Dobbiamo invece privilegiare un percorso che mantenga in vita il sito e la produzione di acciaio e credo che perciò il Governo debba sgombrare subito il campo dalla questione dello scudo penale". Lo faccia per decreto, conclude Furlan perchè "l'importante è fare una norma, che potrebbe essere estesa a tutte le aziende che si trovano in una situazione analoga, in modo da andare avanti nei piani di risanamento ambientale senza fermare la produzione".