L'arma della cultura contro il rogo fascista dei libri: Pecora elettrica non si arrende

Una poesia comparsa fuori dalla Pecora Elettrica, dopo il secondo rogo in un anno. Contro chi i libri li brucia

La Pecora Elettrica

La Pecora Elettrica

globalist 6 novembre 2019
Un foglio bianco è comparso fuori dalla Pecora Elettrica, la libreria antifascista di Centocelle che questa notte è stata di nuovo data alle fiamme da mano ignota. Era già successo, lo scorso 25 aprile. Non si sa chi ci sia dietro, anche se la posizione politica della libreria e l'accanimento lasciano ben poco spazio ai dubbi. 
E infatti di dubbi la Pecora Elettrica non ne ha. E su quel foglio bianco è scritta una poesia, che denuncia la situazione e promette, nonostante tutto, di tornare: 

Se ’n’artra volta ho ripijato foco


nun è pe’ ’n incidente, né pe’ ’n gioco.


È che ce sta ‘na mano criminale


che me detesta e me vo’ fa’ der male.



Qui dove vivo io, a Centocelle,


ce stanno cose brutte e cose belle.


Le cose brutte fanno assai rumore,


l’impunità le fa sentì potenti.


Le cose belle vivono d’amore,


so’ miti, silenziose e so’ pazienti.



Ce vorà tempo. Forse qualche mese.


E nun escludo pure altre sorprese.



Ma anche se so’ pecora, sappiate


che co’ ste cose nun me spaventate.


Me riempirò de libri e de cultura:


è quello che a voialtri fa paura.