Salone del Libro, la grillina racconta: "Così la Castelli tentò di salvare Pasquaretta"

Secondo il racconto di Teresa Beghin, europarlamentare M5s, Laura Castelli la contattò per ricollocare Luca Pasquaretta in seguito alle vicende giudiziarie legate al Salone del Libro

Luca Pasquaretta e Laura Castelli

Luca Pasquaretta e Laura Castelli

globalist 18 ottobre 2019
L'europarlamentare M5s Tiziana Beghin ha riferito agli inquirenti, nel corso di un interrogatorio per l'inchiesta sul Salone del Libro di Torino, che Laura Castelli, allora viceministro all'Economia (anche lei M5s), aveva definito tutta l'inchiesta che vede accusato l'ex portavoce della sindaca di Torino Chiara Appendino una 'cazzata gigantesca'.
Secondo il racconto della Beghin, verso la metà di giugno del 2018 fu contattata dalla Castelli, che le parlò dell'idea di "ricollocare" un collaboratore di Appendino in un altro incarico.
"Le chiesi chi era e lei mi disse che si trattava di Pasquaretta. Solo allora scoprii il nome. Però, semplicemente controllando su Google nell'immediatezza, verificai che lui aveva una serie di vicende giudiziarie per il Salone del Libro. Ne chiesi subito contezza alla Castelli, la quale mi rispose con un messaggio, che qui consulto dal mio telefono, testualmente 'sì, ma è una cazzata gigantesca'".
"Chiesi anche alla Castelli - prosegue il verbale di Beghin - se lo dovevano mandare via per quel motivo e la Castelli mi disse che si trattava solo di una riorganizzazione di ufficio della Appendino. Rimasi un po' perplessa".