La Ocean Viking potrà sbarcare a Taranto dopo aver salvato 176 persone

Dopo due salvataggi in due giorni, il Viminale ha dato il via libera alla nave, che aveva rifiutato di portare i migranti a Tripoli come chiesto dalla Guardia Costiera libica

Migranti a bordo della nave

Migranti a bordo della nave

globalist 14 ottobre 2019
La Ocean Viking ha finalmente ricevuto il via libera per attraccare al porto di Taranto e far sbarcare le 176 persone a bordo. 
Le operazioni di salvataggio hanno avuto inizio la sera del 12 ottobre: la Ocean Viking aveva ricevuto una mail di allerta inviata da Alarm Phone: un'imbarcazione in difficoltà stava andando alla deriva vicino alla piattaforma pertrolifera Al Jurf, che ha concesso alla nave il permesso di entrare nella zona ristretta di 3 miglia nautiche che si estende intorno alla struttura. Le squadre hanno proceduto al recupero di 74 persone, tutti uomini, compresi dei minori non accompagnati. 
A mezzanotte e mezza circa la Ocean Viking riceve poi la comunicazione di un'altra imbarcazione in difficoltà e una posizione però approssimativa. La nave segue le istruzioni ma dopo oltre 9 ore di ricerca non trova l'imbarcazione. 
Nella mattinata di ieri, poi, la Ocean Viking è avvisata di un altro gommone in difficoltà: alle 13:50 le squadre completano il salvataggio di 102 persone, tra cui 4 donne incinte e 9 ragazzi sotto i 16 anni. 
L'Ocean Viking secondo il diritto marittimo ha chiesto al Jrcc libico un luogo sicuro (Place of Safety) per sbarcare le 176 persone salvate. Poiché le autorità libiche hanno indicato Tripoli come porto di sbarco abbiamo gentilmente rifiutato in quanto, secondo il diritto e le convenzioni internazionali, nessun luogo in Libia può essere considerato attualmente un luogo sicuro".
"Mentre la Ocean Viking si sta dirigendo a nord e gli Rcc con maggiore capacità di assistenza sono stati informati, esortiamo vivamente gli Stati membri dell'UE e le autorità competenti ad assegnarci prontamente un luogo sicuro dove le 176 persone salvate possano essere sbarcate in sicurezza. Questi, uomini, donne, bambini hanno attraversato un viaggio terribile e spaventoso in mare; il ponte di poppa della Ocean Viking è una soluzione di emergenza, ma il salvataggio potrà considerarsi concluso solo una volta che queste persone raggiungeranno una costa in cui potranno ricevere cure", dice Frederic Penard, direttore delle operazioni di Sos Mediterranee.
"Da quando la Ocean Viking ha iniziato le operazioni è la quarta volta che siamo in attesa che ci venga assegnato un luogo sicuro per lo sbarco delle persone salvate. Finora i governi della Ue non sono riusciti a istituire un meccanismo prevedibile di sbarco in conformità con il diritto marittimo. Gli accordi ad hoc non possono essere la soluzione. Invitiamo i governi a porre fine a questa situazione inaccettabile", conclude la nota di Sos Mediterranee.