Dopo l'ennesima fuga di notizie si dimette il Capo della Gendarmeria Vaticana

Lo scorso due ottobre una fuga di notizie ha profondamente imbarazzato la Santa Sede e i metodi della Gendarmeria sono stati messi in discussione

Domenico Giani e Papa Francesco

Domenico Giani e Papa Francesco

globalist 14 ottobre 2019
Come conseguenza dello scandalo causato dalla perquisizione giudicata eccessiva avvenuta nella Segreteria di Stato Vaticana compiuta dagli uomini della Gendarmeria Vaticana, il capo di quest'ultima, Domenico Giani, ha rassegnato le sue dimissioni. Il suo posto verrà occupato dal suo vice, Gianluca Gauzzi Broccoletti, uomo gradito al Papa. 
Francesco, in effetti, non aveva gradito i metodi utilizzati in questa perquisizione. Nella sua lettera di dimissioni, Giani infatti scrive: "Gli eventi recentemente accaduti hanno generato un grave dolore al Santo Padre e questo mi ha profondamente colpito". 
"Sono trascorsi 15 giorni dalla pubblicazione del documento che era stato inoltrato ad uso interno esclusivamente per Gendarmi e Guardie Svizzere. Come indicato nel comunicato della Sala Stampa del primo ottobre, è in corso un'indagine e le persone coinvolte sono state raggiunte da un provvedimento amministrativo. L'uscita di questo documento, pubblicato da alcuni organi di stampa, ha certamente calpestato la dignità di queste persone. Anche io come Comandante - ammette - ho provato vergogna per quanto accaduto e per la sofferenza arrecata a queste persone".
"Per questo, - spiega Giani in una intervista ai media vaticani - avendo sempre detto e testimoniato di essere pronto a sacrificare la mia vita per difendere quella del Papa, con questo stesso spirito ho preso la decisione di rimettere il mio incarico per non ledere in alcun modo l'immagine e l'attività del Santo Padre. E questo, assumendomi quella 'responsabilità oggettiva' che solo un Comandante può sentire".
"Lo scorso 2 ottobre, alcuni organi di stampa hanno pubblicato una disposizione di servizio riservata, firmata dal Comandante del Corpo della Gendarmeria, dottor Domenico Giani,riguardante gli effetti di alcune limitazioni amministrative disposte nei confronti di personale della Santa Sede. Tale pubblicazione è altamente lesiva sia della dignità delle persone coinvolte, sia della stessa immagine della Gendarmeria".
"Volendo garantire la giusta serenità per il proseguimento delle indagini coordinate dal Promotore di Giustizia ed eseguite da personale del Corpo, non essendo emerso al momento l'autore materiale della divulgazione all'esterno della disposizione di servizio riservata agli appartenenti al Corpo della Gendarmeria e della Guardia Svizzera Pontificia, il Comandante Giani, pur non avendo alcuna responsabilità soggettiva nella vicenda, ha rimesso il proprio mandato nelle mani del Santo Padre, in spirito di amore e fedeltà alla Chiesa e al Successore di Pietro".