Lamorgese lancia un appello alla Ue: "Sui migranti non lasciateci soli"

La ministra dell'Interno sottolinea che bisogna lavorare per "il superamento degli attuali squilibri nella ripartizione degli oneri tra gli Stati membri".

Luciana Lamorgese

Luciana Lamorgese

globalist 13 ottobre 2019

Ora è il momento di vedere se il clima è cambiato, se la nuova commissione europea di Ursula von Der Layen (che ancora non si è insediata e che si insedierà in ritardo, ndr) farà qualcosa di concreto.

Ma per ora le cose vanno avanti con difficoltà: di fronte all'intensificarsi dei flussi migratori dovuti alla nuova crisi siriana, i Paesi più esposti non vanno lasciati soli. A indicarlo, chiedendo una risposta forte da parte dell'Europa, è il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, che evidenzia la necessità di superare gli squilibri nella ripartizione dei migranti con ricollocazioni automatiche, per proseguire nel sostegno alla stabilizzazione della Libia e avviare un confronto con le Ong.



Gli ultimi a essere stati soccorsi in mare, sono i 74 migranti che adesso sono a bordo della Ocean Viking, una nave di Sos Mediterranee e Medici senza frontiere. Tra di loro ci sono anche sei minori. I profughi si trovavano su un gommone in difficoltà a circa 50 miglia dalle coste libiche. Erano esausti ma sarebbero tutti in condizioni stabili, fa sapere Msf in un tweet.  L'emergenza migranti continua a solcare il Mediterraneo con cifre che fanno segnare sempre nuovi record, in attesa di un protocollo valido sulla redistribuzione nei paesi Ue, anche in base all'accordo di Malta, che però fatica a decollare. 
 Secondo il nostro Ministro dll'Interno, il punto chiave è proprio "il superamento degli attuali squilibri nella ripartizione degli oneri tra gli Stati membri". L'introduzione di un meccanismo di redistribuzione dei migranti basato su procedure di ricollocazione automatiche, veloci ed efficaci, fa sì che non vi siano incertezze in merito alla gestione dell'accoglienza al momento dello sbarco e allo Stato membro che se ne debba fare carico. "Questi elementi - aggiunge Luciana Lamorgese - potrebbero rappresentare una svolta decisiva soprattutto nella prospettiva di una riforma del Regolamento di Dublino".
 "Finora l'impegno del nostro Paese - dichiara in un'intervista al Corriere dell Sera l'ex Prefetto di Milano - su questo fronte è stato eccezionale. Ma adesso solo una risposta coordinata e condivisa a livello europeo può consentire una strategia efficace che coniughi il necessario rigore contro lo sfruttamento dei migranti e i trafficanti di esseri umani". Il problema principale resta l'intesa tra gli Stati membri e il sostegno dovuto ai Paesi con i porti cosiddetti di "primo approdo", tra cui quelli italiani  e maltesi. "L'idea condivisa - dice lamorgese - è che un nuovo patto di solidarietà europeo deve nascere da questa consapevolezza e la bozza di accordo può rappresentare il cambio di passo, in direzione di un sistema di gestione più equo e bilanciato; un percorso complesso, ne sono consapevole, che auspico possa vedere progressivamente coinvolti il maggior numero possibile di partner europei".