Il parroco di Lampedusa: "Nessuna invasione, sbarchi come nei mesi precedenti"

Don Carmelo La Magra smorza i toni degli allarmi lanciati da Salvini e dall'estrema destra da quando sono finiti fuori dal governo

Il parroco di Lampedusa don Carmelo La Magra

Il parroco di Lampedusa don Carmelo La Magra

globalist 21 settembre 2019
Salvini appena andato all’opposizione ha ricominciato la litania sull’invasione.
Falso. Oggi come ieri.
Ieri sera alle 23 l'ultimo sbarco di migranti a Lampedusa: scortato dalla motovedetta della guardia costiera che lo aveva intercettato a 8 miglia a sud dell'isola, è arrivato al molo Favaloro un barchino di legno di 12 metri, bianco e rosso, con 92 persone a bordo. Migranti dall'Africa sub sahariana, 41 uomini, 40 donne e 11 minori. Sono stati portati nell'hotspot, che ora conta una presenza di circa 300 persone, a fronte di una capienza di 95.
Ma il parroco dell'isola, don Carmelo La Magra, smorza i toni degli allarmi: nessuna invasione, niente di diverso rispetto ai mesi precedenti. E avverte: "Il problema dell'hotspot sovraffollato è per i migranti, sono solo loro a soffrirne, non l'isola".
"Nell'hotspot - spiega don Carmelo - ci sono circa 300 presenze e la capienza è 95 posti, quindi i migranti sono in una situazione di disagio, non si può dare la giusta accoglienza". E l'isola? "La popolazione non credo se ne accorga, non è percepita dall'isola, i migranti escono ma non si parla certo di invasione, l'isola è ancora piena di turisti, c'è mota gente in giro". E in giro tra i turisti in paesi trovi solo "un gruppetto di meno di 20 giovani tunisini che manifestano in modo pacifico contro i rimpatri forzati stando seduti in piazza".
Quindi "i toni sono alzati in modo immotivato, riempire oltre la capienza l'hotspot è vero che non permette una buona accoglienza in una struttura che non è mai stata perfettamente idonea, come più volte ha ribadito il Garante delle persone private della libertà personale, ma la situazione degli arrivi a Lampedusa non è diversa dai mesi scorsi o nelle ultime settimane".
Anche i cosiddetti sbarchi fantasma, di chi arriva con piccole imbarcazioni direttamente sull'isola, sono gli stessi di sempre e anzi Don Carmelo invita a non chiamarli "fantasma": "Ci sono sempre stati ma chiunque arriva sull'isola viene sempre identificato, è fuorviante chiamarli 'fantasma' non è che i migranti arrivano e si disperdono, anche quelli che arrivano in modo autonomo vengono sempre identificati e condotti all'hotspot".
Quello che è certo, per evitare il sovraffollamento dell'hotspot è che - aggiunge Don Carmelo - "devono funzionare bene i trasferimenti perché l'accoglienza deve essere fatta bene, l'isola deve essere messa in condizioni di accogliere e i migranti devono essere accolti in modo dignitoso". Perché "ce lo scordiamo sempre che il disagio più grande è il loro".