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Come nel film di Maresco, neo-melodico canta la mafia

Andrea Zeta, scarcerato il 10 giugno, neomelodico catanese al secolo Filippo Zuccaro, canta a Palermo alla festa per don Puglisi

Il cantante neomelodico Andrea Zeta
Il cantante neomelodico Andrea Zeta

globalist

16 Settembre 2019 - 14.37


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Tale e quale la storia al centro del film che Maresco ha portato a Venezia: al centro della cronaca, i concerti dei neomelodici. Andrea Zeta, scarcerato il 10 giugno, neomelodico catanese al secolo Filippo Zuccaro, in carcere c’era andato perchè accusato di associazione mafiosa.
Tornato in libertà, canta a Palermo. L’occasione, il palco del quartiere Borgo Nuovo, periferia ghetto della città, così come lo Zen del film di Maresco. C’è una festa dedicata alla Madonna delle Grazie mentre in un’altra periferia di Palermo, a Brancaccio, si ricordava don Pino Puglisi, il sacerdote ucciso dai boss nel 1993.
Zuccaro, 34 anni, è figlio di uno dei fedelissimi del capomafia Nitto Santapaola, che sta scontando l’ergastolo. In carcere, la squadra mobile di Catania aveva intercettato il padre mentre passava al rampollo alcuni ordini da girare all’esterno. Una volta, Zuccaro junior disse: “Tranquillo papà, lo levo di mezzo dai piedi quando lo dico io”. A chi si riferiva? Siamo andati a chiedergli cosa pensa dell’inchiesta dei pm antimafia. Il neomelodico dice: “Non sono accuse, penso solo a cantare, non mi interessa altro”. Poi, dopo una domanda su Falcone e Borsellino, il cronista viene allontanato dai gorilla del cantante indagato.

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