Per prendersi le piazze, la Meloni mostra i canini

Nel trittico Salvini-Toti-Meloni, è a quest'ultima che tocca fare la faccia cattiva. Per un motivo ben preciso

Giorgia Meloni

Giorgia Meloni

Giuseppe Cassarà 11 settembre 2019

Ammettiamolo: questa per Giorgia Meloni è un’occasione d’oro. Dopo anni e anni che diceva le stesse cose di Salvini, si era ritrovata all’opposizione, estromessa dal governo che pure aveva aiutato a salire al potere, messa in un angolo accanto a Berlusconi dopo che con Salvini e il Cavaliere aveva girato le piazze d’Italia, presentandosi come il centro-destra unito.


Lunedì 9 settembre la piazza di Roma l’ha organizzata lei: Salvini era un ospite, e si vedeva che il ruolo gli stava stretto. Ma sebbene Giorgia sulla scena sia molto meno affabile di Matteo, che ha fatto i consueti bagni di folla, rimane il fatto che la Lega ora può contare solo su di lei e su Giovanni Toti per riprendersi l’Italia.


Intendiamoci: la possibilità di un governo Salvini-Meloni-Toti è agghiacciante. Sarebbe la fine dello stato democratico come lo conosciamo, l’inizio dell’autoritarismo di stampo putiniano, la condanna definitiva di tutti i diritti civili finora conquistati nel nostro paese. Il popolo, dice la propaganda, vuole Salvini, ma la verità è che il popolo sa solo quello che non vuole, ossia il Pd al potere. Questa è l’unica cosa certa. Salvini è solo l’alternativa, e Giorgia Meloni ha intenzione di sfruttarle tutte pur di conquistare un ruolo di potere. Con Salvini e Toti mostrano un trittico perfetto: se Salvini è il Capitano, Toti è la rassicurante faccia del centro-destra moderato e a lei rimane il compito, ingrato per una donna in questo paese, di fare la faccia dura. Sulle spalle della Meloni devono ricadere gli episodi di violenza, le accuse di fascismo, gli sbrodolamenti fanatici e le ingiurie xenofobe e razziste da Repubblica di Salò. A lei, insomma, tocca la parte difficile. Ma Giorgia è allenata da anni a fare la faccia cattiva e nei mesi che verranno dovrà mostrare ancora di più i denti. Perché se Salvini è un’alternativa, lei non avrà nessuna intenzione di farsi di nuovo da parte.