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Finalmente, perché loro sono stati tra le principali vittime della campagna di odio e disinformazione dei fascisti.
“Da tempo l’Anpi denuncia anche con esposti alla magistratura il dilagare sui social della brutalità nazifascista. Siamo dunque molto contenti di questa notizia: i social non devono essere un luogo in cui sia consentita la violazione della Costituzione che, ricordo, è antifascista”.
Così Carla Nespolo, presidente nazionale dell’Anpi.
