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I migranti della Mare Jonio sbarcano a Lampedusa dopo giorni di inutile sadismo

Il via libera è arrivato per motivi umanitari. La soddisfazione di Erasmo Palazzotto

Mare Jonio
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globalist

2 Settembre 2019 - 08.31


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Dopo giorni e giorni di inutile sadismo è iniziato a Lampedusa lo sbarco dei 31 migranti che si trovavano a bordo della nave Mare Jonio di Mediterranea, dopo il via libera concesso per “motivi sanitari” al termine di giorni di inutile sadismo.
Medici, mediatori e forze dell’ordine sono presenti sulla banchina per accogliere i naufraghi che erano stati trasbordati su una motovedetta della Guardia
Costiera.
Palazzotto (Leu): un bel segnale
“Ci sono voluti 5 giorni e tanta inutile sofferenza, ma la notizia dello sbarco delle 31 persone rimaste a bordo della nave Mare Jonio è un segnale importante. Non so se discontinuità, ma sicuramente di umanità. Grazie all’impegno e alla passione dell’equipaggio di Mediterranea”.
Lo afferma Erasmo Palazzotto di Sinistra Italiana-Leu.

Le sofferenze delle ore precedenti
Al quinto giorno dal salvataggio operato dalla nave Mare Jonio, bloccata fuori dalle acque territoriali di Lampedusa, “è sempre più dura” per i 31 migranti ancora a bordo, “anche se si resiste insieme. Alcune delle persone soccorse hanno smesso di bere e di mangiare. Ieri si è dovuta imbarcare e rimanere a bordo una psichiatra per dare tutta l’assistenza possibile”. Lo fa sapere Mediterranea saving humans.
Gran parte delle persone soccorse lo scorso 28 agosto conosce il mare da meno di una settimana, e lo scenario da tempesta in mezzo al nulla, seppure a 13 miglia dalla quella terra ferma che dalla nave non si vede ancora, ha sprigionato paure solo per qualche giorno sopite.

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Come raccont Nello Scavo sull’Avvenire nessuno ha chiuso occhio, fino a quando non è arrivata l’alba che annuncia una giornata difficile ma almeno sotto la luce del sole mattutino.

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Dalla nave Mare Jonio si scende solo in barella. È successo domenica, quando una donna è stata portata via dalla Guardia Costiera che ha dovuto compiere una complicata operazione di trasbordo, ultimata con la consueta professionalità. Davanti al bollettino medico le autorità non se la sono sentita di correre il rischio di mettere ancora più in pericolo la vita di tre naufraghi: due uomini con gravi patologie cliniche, in grado appena di poter camminare ma solo se sorretti, e una donna apparsa fin dal momento dl salvataggio in condizioni psicofisiche che solo un ricovero in ospedale può tentare di alleviare.

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Ancora una volta una scena indegna di un Paese come il nostro. Ma il messaggio che arriva dalla politica è chiaro: dopo giorni in mare, dalla Mare Jonio si sbarca solo se in fin di vita. «Forse – commenta un volontario di Mediterranea – vogliono che i prossimi vengano evacuati con le bare?».

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