Libero contro il Sud: i 'terroni' leghisti si vergogneranno almeno un po'?

Il titolo di Libero smaschera la vera anima dei leghisti vecchio stampo, che odiano il Sud e i meridionali. Eppure esistono ancora i terroni che votano Lega

Un murale pro Salvini
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Giuseppe Cassarà Modifica articolo

29 Agosto 2019 - 15.32


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Prima ancora dei ‘negri’, il nemico numero uno dei leghisti sono i terroni. La Lega è nata da quest’odio e la maschera di razzismo che ha forgiato Matteo Salvini non riesce a coprire abbastanza la vera anima del settentrione di vecchio stampo. Elmi vichinghi e ampolle con l’acqua del Po non sono state accantonate, ma solo riposte in disparte, pronte però per essere ritirate fuori magari in privato, tra amici, quando si canta l’inno alla gioia e si ricordano i bei tempi in cui, birra alla mano, si ruttava e si cantava “senti che puzza scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani”.

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Poi ci sono quelli, come Feltri, che se ne fottono della parvenza istituzionale. Libero, che un giorno, probabilmente, sarà esposto nei musei come il primo quotidiano surrealista della storia d’Italia, titola per la seconda volta contro gli odiatissimi terroni (il primo, praticamente identico a quello di oggi, risaliva al gennaio 2019, in un attacco diretto all’avellinese Di Maio cui veniva dato dell’illetterato).

A questo punto, da terrone io stesso, avrei una domanda. I leghisti del Sud mi hanno sempre stupito, per varie ragioni: sia per un’ovvia deficienza di memoria storica, sia per uno spregio della propria dignità, del proprio legame con la terra del Sud che da quella Lega ha ricevuto sempre e solo insulti. Ma adesso, mi chiedo, come si giustificano? Libero non ha mai nascosto il proprio appoggio a Matteo Salvini, il proprio disprezzo per il Sud del paese. Libero è un giornale di quella destra che è (quasi) riuscita a trascinare l’Italia nell’abisso umano e, soprattutto – perché dell’umanità frega poco, in fondo -, economico, anche grazie ai voti di chi, in nome di una presunta sicurezza, ha messo sull’altare la propria dignità.

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Faccio una domanda e azzardo la risposta: perché, ripeto, da terrone io stesso, conosco i pregi e soprattutto i vizi di chi nasce al Sud. E la tentazione di non vedersi più accollati i problemi del paese, scaraventati sulle spalle degli sporchi immigrati, è stata troppo forte. Perché il terrone che vota Salvini è il più terrone di tutti: pur di non combattere per la propria dignità, è disposto a vendere l’anima al peggior diavolo.

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