Il parroco di Lampedusa: "Open Arms teatrino politico giocato sulla pelle di chi soffre"

Don Carmelo La Magra: "Da 18 giorni 107 persone vivono sul ponte di una nave con due soli bagni, esposti di giorno al sole cocente del Mediterraneo e di notte al vento e al freddo

Don Carmelo La Magra

Don Carmelo La Magra

globalist 19 agosto 2019
Lui già volte ha preso posizione contro la xenofobia al potere. E lo rifarà.
"Siamo davanti all'ennesimo teatrino politico, una manifestazione di forza giocata sulla pelle di esseri umani. Da 18 giorni 107 persone vivono sul ponte di una nave con due soli bagni, esposti di giorno al sole cocente del Mediterraneo e di notte al vento e al freddo. Una condizione disumana aggravata dal fatto che arrivano dall'inferno libico".
A dirlo è don Carmelo La Magra, il parroco di Lampedusa, che sul molo commerciale della più grande delle Pelagie ha atteso la partenza della nave che porterà a Porto Empedocle i migranti fatti sbarcare finora dalla Open Arms.
"Basta guardare al diritto internazionale e all'ovvio rispetto che si deve alla vita umana - aggiunge - per capire che anche gli ultimi 107 a bordo della nave della Ong devono essere sbarcati subito. Una volta a terra saranno redistribuiti tra i diversi Paesi europei che si sono detti pronti ad accoglierli. Potranno arrivare nelle varie destinazioni in breve tempo in aereo senza dover affrontare altri giorni di navigazione in mare".
Intanto anche stasera, se la situazione non dovesse sbloccarsi, proseguirà la veglia sugli scalini della chiesa di Lampedusa in segno di solidarietà nei confronti dei naufraghi della Open Arms. "Ieri c'erano anche alcuni migranti che sono sbarcati - dice il parroco -. Hanno voluto essere presenti per dimostrare la loro vicinanza ai loro compagni di viaggio ancora a bordo". Con i naufraghi sbarcati don Carmelo ha potuto scambiare qualche parola. "Continuavano a dire 'Dio vi benedica'. Sono grati a chi li ha accolti dopo l'inferno vissuto sull'altra sponda del Mediterraneo", conclude.