Open Arms, il pm di Agrigento acquisisce i documenti dalla Guardia Costiera

Tra gli incartamenti anche la comunicazione con cui il centro di ricerca e soccorso di Roma scrive, al ministero dell’Interno sostenendo che "non vi sono impedimenti di sorta" allo sbarco.

Migranti sull'Open Arms

Migranti sull'Open Arms

globalist 17 agosto 2019

L’inchiesta va avanti e questa volta la Marina ha messo le mani avanti, così da non essere un domani accusata di complicità: la Procura di Agrigento ha acquisito dei documenti, relativi all'Open Arms, dalla Guardia costiera.
Tra gli incartamenti che sono, adesso, al vaglio del procuratore aggiunto Salvatore Vella, anche la comunicazione con cui il centro di ricerca e soccorso di Roma scrive, chiedendo una risposta urgente, al ministero dell’Interno sostenendo che "non vi sono impedimenti di sorta" allo sbarco.
La Procura di Agrigento è al lavoro su diversi fronti. Si stanno, al momento, valutando i documenti ricevuti e, nelle prossime ore, non è escluso che si possa procedere ad una ispezione sulla Open Arms.
Oltre al fascicolo per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, ieri è stata aperta - dopo la denuncia dei legali della Ong spagnola - anche un'inchiesta, a carico di ignoti, per sequestro di persona.
La procura di Agrigento sta anche valutando l'ipotesi di far effettuare da medici di parte nuovi esami medici sui migranti che si trovano a bordo di Open Arms. La decisione punta a far chiarezza sulle condizioni mediche dei migranti a bordo dopo le valutazioni discordanti dei medici che li hanno visitati finora.
I pm hanno anche dato la delega di indagine alla Guardia Costiera sul fascicolo aperto per sequestro di persona e hanno acquisto tutti i referti medici.


La nota di Open Arms


"Giorno 16. Il mondo è testimone di quello che hanno dovuto sopportare le 134 persone che attendono di scendere sul ponte della Open Arms". Così l'ong spagnola, giunta al porto di Lampedusa, su Twitter. "Solo la mancanza di volontà dei politici che hanno il potere di decidere li separa da un porto sicuro", scrive Open Arms con hastag #unportosicurosubito