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Per chi acclama il decreto che reprime il dissenso: ve ne pentirete quando verrà il vostro turno

Il dl sicurezza identifica come nemici chiunque reagisca alla violenza della polizia: quando sarai in dissenso, ti pentirai di aver esultato contro poveri e migranti

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globalist

6 Agosto 2019 - 09.33


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di Pier Franco Devias 
Il decreto sicurezza bis è passato al Senato.
Questo decreto introduce pesanti sanzioni e rappresaglie per chiunque cerchi di salvare disperati in mare. E mentre lancia gli “al lupo – al lupo” fomentando la caccia ai disgraziati, mentre tu sogghigni per esserti sentito finalmente artefice della persecuzione di qualcuno, tu, sfigato medio che con un voto ti sei sentito per una volta Nerone di qualcuno, non hai capito che invece stanno preparando la forca anche a te.
Eh sì caro, perchè assieme a tutta la paccottiglia della caccia allo straniero, ti ci hanno messo dentro pure le norme repressive contro le manifestazioni.
Si prendono misure contro “mazze e razzi” (che non fa niente se non se ne vedono quasi mai, fa sempre comodo parlarne, così magari ora compariranno magicamente ad ogni manifestazione), passando poi con nonchalance a demonizzare i caschi, spacciati per strumenti per “camuffarsi” e non per difendersi da chi spacca la testa a chi rivendica diritti negati. E poi via con aumenti di pene, a piene mani, per qualsiasi gesto di contrasto alla violenza poliziesca, in una coreografia mediatica in cui sembra che i disoccupati, i lavoratori, gli studenti che da anni vengono selvaggiamente massacrati nelle piazze, siano bande di barbari sanguinari e non persone portate alla disperazione e poi pure picchiate a sangue…
E tu ridi, gioisci, convinto che le manganellate, le carceri, le multe, saranno sempre per gli altri, per i “viziati” che ti hanno sapientemente insegnato a odiare coloro che usano i mezzi dello Stato per fare giocare i figli.
Ma vedrai, vedrai come cambierà in fretta il gioco delle parti.
Perchè ora ti senti implacabile, severo, “ci vuole ordine perdio!”, ma prima o poi il mirino cambia bersaglio. E dopo gli africani e i rom, e poi i drogati, i ladri, i carcerati e i disabili che – vedrai, prima o poi toccherà anche a loro – “li campiamo con i nostri soldi”, vedrai che un giorno toccherà a tua mamma essere additata come parassita, e la vedrai scendere in piazza, da vecchia, per difendere due soldi di pensione dopo una vita di sacrifici. E sarà allora, quando tornerà con la testa rotta, che ti chiederai cosa sta succedendo. Vedrai, lo proverai quel senso di smarrimento, tu che credi che la legge è legge, che è e sarà sempre giusta, il giorno che vorrai dire a voce alta che anche tu hai diritto a studiare, lavorare, avere una casa, un lavoro, la salute, un pò di felicità.
Ma questo è l’inizio. Perchè appena questa situazione si consolida e si accetta come normale, poi arriva la nuova stretta, piano piano, passo dopo passo.
Fino a quando sarà semplicemente vietato manifestare, protestare, dissentire.

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“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”

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