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Ora che l'umanità è reato, Fico spieghi come può restare nel M5s

Non si può rimanere all'interno di un Movimento che ha votato un decreto che criminalizza le Ong e poi sostenere che "salvano vite"

Roberto Fico
Roberto Fico

Giuseppe Cassarà

6 Agosto 2019 - 10.17


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“Io i porti non li chiuderei”; “dell’immigrazione si deve parlare con intelligenza e cuore”; “le Ong nel Mediterraneo hanno salvato i migranti”. 
Roberto Fico è all’unanimità visto come il volto ‘umano’ del M5s: ha espresso la sua vicinanza a Paola Nugnes quando è stata cacciata, è il principale oppositore di Salvini all’interno del M5s, nonché la carica istituzionale di maggior grado (addirittura più in alto di Conte e Salvini, se qualcuno ricorda ancora l’ordine delle Alte Cariche della Repubblica) in grado di opporsi alla deriva autoritaria. 
E allora, perché non lo fa?
Quando Pietro Grasso era presidente del Senato, durante il governo Renzi, lasciò il Pd in seguito al voto sul Rosatellum: “Non mi riconosco più né nel merito né nel metodo. Ho voluto aspettare la votazione della legge elettorale per il rispetto del ruolo istituzionale che ho, che mi imponeva di mettere da parte i miei convincimenti e sentimenti per rispettare il mio ruolo” disse a commento della sua decisione. Una scelta simbolica ma che avrebbe, specie in questo momento, un valore enorme. 
Perché il problema di questa legislatura è proprio il Movimento cinque stelle, e non parliamo solo da opposizione: ciò che il M5s era, o presumeva di essere, all’inizio, è del tutto scomparso. Ne rimangono scampoli poco organizzati, bollati come dissidenti, cacciati a forza quando si permettono di alzare la voce. Il dl sicurezza non sarebbe passato senza i voti del M5s: la maggioranza è stata raggiunta per un soffio, Fratelli d’Italia e Forza Italia si sono astenuti. La Lega da sola non avrebbe portato a casa il risultato senza i suoi camerieri ed è inutile nascondersi dietro la storia del contratto di governo: il dl sicurezza bis avrebbe fatto rabbrividire le piazze dei V-Day di pochi anni fa.
Cosa è rimasto di quel Movimento? Se quei valori, se quei sentimenti sono ancora vivi in Roberto Fico e in tutti i dissidenti, allora la risposta è una sola: lasciate il M5s. Non è una scelta impossibile ed è evidente che ciò cui vi siete uniti all’inizio non esiste più. È il momento, sul serio, di passare dalle parole ai fatti. Non si può sostenere che ‘le Ong salvano vite’ e poi rimanere nello stesso Movimento politico che ha firmato un decreto che le criminalizza. Se è rimasta un minimo di dignità, allora la risposta è una sola. 

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