Stragi negli Stati Uniti, la rabbia dei democratici contro Trump: "Intollerabile"

Beto O'Rourke, Kamala Harris e Julian Castro: "Tenete quella merda sui campi di battaglia. Non portatela dentro le nostre comunità"

Manifestazione per le vittime della strage di El Paso in Texas

Manifestazione per le vittime della strage di El Paso in Texas

globalist 4 agosto 2019
Il problema è sempre esistito. Ma è chiaro che con un miliardario razzista e fomentatore di odio che, a sua volta, è finanziato dalla potentissima lobby delle armi e ha tolto tutti i vincoli, le cose non potevano che peggiorare.
La strage di El Paso, in Texas (e mentre da Dayton, in Ohio, giungono notizie di un'altra sparatoria con 9 morti), ha riaperto immancabilmente il dibattito sulla diffusione delle armi da fuoco negli Stati Uniti. Tra i più scossi per la strage di El Paso Beto O'Rourke, ex sindaco e deputato della città, oggi candidato democratico alla nomination per la Casa Bianca. "Tenete quella merda sui campi di battaglia. Non portatela dentro le nostre comunità", ha detto intervenendo in Nevada ad un dibattito tra candidati.
E' stato lo stesso O'Rourke a dare la notizia in diretta di quanto era accaduto in Texas, alla platea di circa 400 persone, perlopiù sindacalisti, che affollavano l'evento organizzato alla University of Nevada di Las Vegas. Dopo la notizia, O'Rourke ha cancellato gli appuntamenti previsti in Nevada e California e ha fatto ritorno nella sua El Paso. "Sono incredibilmente triste ed è difficile pensare a questa cosa. Ma statene certi. El Paso è il posto più resistente al mondo. Questa comunità saprà riunirsi. Sto tornando lì per stare con la mia famiglia e la mia città", ha detto il candidato democratico.
Anche l'altro texano che fa parte della pattuglia di candidati democratici alla nomination, l'ex sindaco di San Jose Julian Castro è intervenuto sulla strage, chiedendo un maggiore controllo sulla diffusione delle armi. "Il mio cuore oggi è con la gente di El Paso che sta affrontando questa devastante sparatoria di massa - ha scritto su Twitter - l'attacco ci ricorda il fallimento del nostro governo nell'assolvere il suo dovere principale: proteggere vite americane. Serve subito una riforma delle armi".
 All'evento in Nevada era presente anche la senatrice della California Kamala Harris. "Dobbiamo concordare sul fatto che questo tipo di violenza da armi non può più essere tollerata", ha detto la candidata democratica alla platea di sindacalisti, accorsi per sentire le proposte degli aspiranti alla nomination su questioni come la contrattazione collettiva e l'assistenza sanitaria. Un programma stravolto dall'irrompere durante il dibattito delle notizie provenienti da El Paso.
Quasi tutti i candidati democratici sono a favore dei cosiddetti 'universal background check', i controlli preventivi sui possibili acquirenti di armi, con l'implementazione di leggi che impongano il sequestro delle armi agli individui a rischio e il ripristino del divieto di vendita per i fucili "da assalto", simile a quello già istituito a livello nazionale tra il 1994 e il 2004. Tutte proposte alle quali il presidente Donald Trump si è opposto, anche se dopo il massacro di Las Vegas del 2017, con 58 morti, la Casa Bianca ha messo al bando i cosiddetti "bump stock", accessori che aumentavano la capacità di fuoco dei fucili semiautomatici.