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Il legale della ragazza stuprata dai fascisti di Casapound: "non si sono mai scusati"

L'avvocato Fausto Tarchini: "Da Chiricozzi e Licci nessun pentimento, la mia assistita sta ancora molto male"

Francesco Chiricozzi e Riccardo Licci
Francesco Chiricozzi e Riccardo Licci

globalist

4 Agosto 2019 - 10.31


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L’avvocato Fausto Taurchini, legale della ragazza 36enne di Viterbo che ha accusato di stupro due militanti di Casapound – Francesco Chiricozzi e Riccardo Licci – ha parlato per conto della sua assistita che “sta ancora male” e “pretende che i due dimostrino di aver capito la gravità di quello che hanno fatto. È per questo che io volevo si scusassero pubblicamente”. “Un pentimento vero non c’è mai stato”, sottolinea l’avvocato Taurchini secondo il quale le dichiarazioni rese dai due nel corso di un recente interrogatorio puntavano solo ad ottenere un alleggerimento della misura alla quale sono sottoposti.

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I due giovani sono rinchiusi nel carcere Mammagialla della cittadina laziale, dopo che è stata respinta l’istanza per gli arresti domiciliari, l’ultima volta un paio di settimane fa. La procura ha disposto la perizia sui cellulari, passati al setaccio per ricostruire le chat in cui le immagini della presunta violenza sessuale sarebbero state condivise, e non è escluso che dopo la pausa estiva possa arrivare la richiesta di giudizio immediato.
È il 29 aprile scorso quando il caso esplode con l’arresto dei due ragazzi, accusati di violenza di gruppo e lesioni aggravate. Secondo quanto ricostruito dalla squadra mobile di Viterbo, Licci e Chiricozzi, che era anche consigliere comunale di Vallerano, incontrano la donna in un bar, poi le propongono di spostarsi nel circolo privato Old Manners, di cui hanno le chiavi, dove si consumerebbe la violenza, filmata con i cellulari.

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Gli investigatori parlano di immagini “raccapriccianti” e nell’ordinanza di misure cautelari del gip di Viterbo Rita Cialoni si fa riferimento a reiterati abusi sessuali e insulti beffardi alla vittima, che appare “inerme e apparentemente priva di sensi, completamente nuda e sdraiata sul pavimento”. Le immagini, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbero state condivise in chat tramite WhatsApp.

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Negli interrogatori di garanzia dopo gli arresti, assistiti dai loro legali, i due indagati sostengono di aver interpretato il rapporto come consenziente. La richiesta per ottenere gli arresti domiciliari viene respinta una prima volta i primi di maggio. Una nuova istanza, nonostante il parere favorevole della procura, viene rigettata nelle scorse settimane.

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