Le chiese europee: vigilare e contrastare le discriminazioni contro i rom

A lanciare questo appello è stata la Conferenza delle Chiese europee (Cec) nel giorno in cui si è ricordato lo sterminio, avvenuto il 2 agosto di 75 anni fa nel campo di Auschwitz-Birkenau

Porrajmos, lo sterminio dei rom

Porrajmos, lo sterminio dei rom

globalist 3 agosto 2019
Da noi la campagna di odio è diventata sempre più stringente con il governo reazionario al potere e le sue norme che favoriscono ricchi, abusivi ed evasori e che criminalizzano la povertà e i reietti.
Un odio che ha rapidi lontane, anzi lontanissime. Basti pensare che nel 1500 la Dieta dell’Impero tedesco decretò che “chi uccide uno zingaro non commette reato”.  
Ma già prima gli zingari potevano essere fatti schiavi o venivano sterminati se qualcuno lanciava anche false accusa, tra le quali il cannibalismo o che portassero malattie (quello che si dice oggi dei migranti).
 La discriminazione contro i rom non è solo "un ricordo del passato" ma continua ancora oggi. Per questo le Chiese d'Europa sono chiamate a essere "vigili" e ad agire "contro ogni forma di discriminazione", nella "difesa dei diritti umani", soprattutto delle popolazioni più deboli ed esposte alla violenza e alla sopraffazione.
A lanciare questo appello è stata la Conferenza delle Chiese europee (Cec) nel giorno in cui si è ricordato lo sterminio, avvenuto il 2 agosto di 75 anni fa nel campo di Auschwitz-Birkenau, quando in un solo giorno circa 3.000 nomadi, in maggioranza donne e bambini, furono sterminati nelle camere a gas.
Per mantenere viva la memoria di quel terribile momento storico, da alcuni anni, è stata istituita la "Roma Genocide Remembrance Day", la giornata in ricordo dello sterminio di rom, sinti, yenish e kale durante la seconda guerra mondiale, definito in lingua romani' Porrajmos (divoramento) o Samudaripen (sterminio) che provocò mezzo milione di vittime. Tale iniziativa, si mette in evidenza nel comunicato della Cec, riportato dall'Osservatore Romano, deve servire come monito contro la discriminazione in atto ancora oggi verso questo grande gruppo minoritario in Europa.
"Ricordare il Porrajmos - afferma Torsten Moritz, segretario generale della Commissione delle Chiese per i migranti in Europa (Ccme) - è un impegno costante". L'azione delle Chiese oggi e' significativa, poiche' l'esclusione e la violenza contro i rom in Europa purtroppo non sono solo un ricordo.
"Ogni settimana - aggiunge Moritz - veniamo a conoscenza di nuovi atti di violenza da parte di gruppi che diffondono l'odio razziale, nonché dell'esclusione sistematica dei rom da parte delle autorità pubbliche. Ciò è spesso accompagnato da una retorica di odio e divisione da parte dei politici, che si definiscono cristiani. Come Chiese cristiane dobbiamo essere chiari: ogni essere umano è uguale e creato a immagine di Dio". Dello stesso avviso anche il presidente della Cec, il pastore Christian Krieger, il quale sottolinea appunto come e "ricordare non è solo un compito di fedeltà al passato, è soprattutto un dovere verso il presente e il futuro".