“Stai buona zingaraccia”: la violenza verbale dei social di Salvini ha raggiunto il limite

Se facciamo finta di niente a 'zingaraccia' apriremo una via che non vogliamo percorrere: quella in cui si arriverà all'insulto verso chiunque non sia d'accordo con Salvini

Luca Morisi e Matteo Salvini

Luca Morisi e Matteo Salvini

Giuseppe Cassarà 1 agosto 2019

Ogni giorno che passa, Salvini ci regala delle perle di razzismo degne del peggior scaricatore di porto. Ma è tempo anche di condividere la responsabilità e di cominciare, per un’opposizione più forte, a fare anche altri nomi, spesso fagocitati dall’ingombrante Ministro dell’Interno ma che invece andrebbero ripetuti ogni giorno, per avere ben chiaro contro chi stiamo combattendo. Perché un tweet disgustoso come questo non è stato scritto dalla mano di Matteo Salvini, o almeno, è lecito pensare che l’autore non sia stato lui ma il suo staff social, capitanato dal lugubre Luca Morisi: figura poco nominata, creatore de ‘La Bestia’, un sistema informatico che ha permesso di analizzare l'orientamento della 'pancia' del web e monitorare il sentimenti degli utenti.


Morisi ama annidarsi dietro le quinte: su twitter vanta poco più di 13mila follower, bazzecole in confronto al suo Capitano che però a questo social media guru deve ogni cosa: suo è il merito della presa che Salvini ha su questo paese, del potere che gli consente di scrivere su twitter schifezze del genere.


Morisi, Salvini e tutto l’entourage social del leader della Lega stanno, giorno dopo giorno, alzando l’asticella. Se oggi è possibile scrivere ‘zingaraccia’, domani sarà la volta di ‘negraccio’, di ‘frocio’, di ‘zoccola’ e via dicendo. Nessuno sarà più in grado di fermarlo.


Deve essere posto un limite: non si può lasciare la difesa della decenza istituzionale, in tempi che fanno rimpiangere addirittura il bunga bunga di Berlusconi, alla segnalazione degli utenti su twitter. Serve una risposta ferma, un muro contro la volgarità prima che contro l’odio. Non possiamo più nasconderci dietro la farsa della ‘pancia del paese’: questa è solo volgarità, minacce, fascismo allo stato puro. Non possiamo essere così addormentati.