Presidente Mattarella metta fine al sequestro di Nave Gregoretti

Con questa storia sono mortificati i valori della Costituzione e i valori che furono alla base della costruzione di questo Paese, uscito dalla dittatura e liberato dall'invasione dei nazisti.

Nave Gregoretti della Guardia Costiera

Nave Gregoretti della Guardia Costiera

Onofrio Dispenza 31 luglio 2019

Caro Presidente Mattarella,

Le scriviamo per chi è tenuto in ostaggio, con l'equipaggio, sulla nostra Gregoretti, la nave della Guardia Costiera del nostro Paese. E'una situazione scandalosa, ancor più scandalosa se rileggiamo la cronaca di questi giorni. A fronte della sofferenza di quegli uomini, e dei nostri militari della Guardia Costiera, mortificati nella loro tradizione e nella loro funzione civile, la cronaca ci offre, infatti, uno dietro l'altro, episodi riconducibili ad alti esponenti di governo che in altri Paesi sarebbero intollerabili e non tollerati. Episodi che mortificano la legge, il diritto, i valori della Costituzione che in Lei trova un prezioso garante. Anche qui, mortificati i valori della Costituzione e i valori che furono alla base della costruzione di questo Paese, uscito dalla dittatura e liberato dall'invasione dei nazisti. Valori condivisi da chi costruì questo Paese, laici e cattolici. Ad unirli, tra tanti principi, speranze, e tra tanti sentimenti, quello della solidarietà, della partecipazione umana e civile alla sofferenza di chi è rimasto indietro per colpa delle ingiustizie e delle diseguaglianze.
Non spetta a Lei, ma al popolo sovrano, mutare il corso della politica, con scelte responsabili e avvedute, contiamo invece su di Lei, Presidente perché si metta fine a questo incredibile sequestro che si consuma al porto di Augusta: profughi scappati da povertà infinita e senza speranza, o dalla guerra, accomunati in un sostanziale sequestro con altri uomini che del salvataggio in mare sono straordinari testimoni e custodi.
Caro Presidente Mattarella, a fronte delle pagine di scandalo che vengono regalate all'Italia e che espongono il nostro Paese al ridicolo internazionale, intervenga per porre fine alla tragicommedia di Augusta.


Sia disposto lo sbarco, sia liberata la Gregoretti dalla funzione di prigione, sia restituita alla sua funzione in mare. L'umanità della Gregoretti, col buon senso e con civili rapporti tra protagonisti d'Europa, troveranno la loro strada. Chiuderemo l'ennesima pagina nera di un libro del quale vorremmo cambiare la fine.
Con la nostra riconoscenza e i nostri auguri, Le giungano i nostri saluti


*con la redazione di Globalist