Il mio ricordo di Tina Anselmi, la partigiana che voleva bene all'Italia

Grande donna sempre impegnata per il bene del suo Paese, fu la prima dona a far parte di un governo 

Tina Anselmi
Tina Anselmi
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Nuccio Fava Modifica articolo

29 Luglio 2019 - 18.45


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Grande donna Tina Anselmi sempre impegnata per il bene del suo Paese. Di Tina Anselmi si ricordano i due ruoli più importanti : la prima donna ministro della Repubblica al dicastero del Lavoro , la presidenza della Commissione P2, la loggia massonica di Licio Gelli che aveva inquinato e corrotto la vita pubblica, i partiti, i vertici delle forze armate e dei servizi segreti.L’obbiettivo era di collocare adepti della P2 in tutti i settori chiave per corrompere, scambiare favori e prebende, influenzare il più possibile anche il governo della Rai e della carta stampata, con la conquista del quotidiano più importante: il Corriere della Sera.
La fatica e la bravura di Tina Anselmi furono di continuo ostacolate ma allo stesso tempo fu sostenuta costantemente da Nilde Jotti e Giovanni Spadolini che avevano avvertito subito la gravità corrosiva per la vita delle istituzioni e della fragile democrazia italiana.
Le doti e le capacità politiche ed umane dell’onorevole Anselmi furono messe alla prova , con la tentazione più volte affiorata di lasciare l’incarico, di continuo intralciato da manovre e ostruzionismi di ogni genere. Fortunatamente dopo oltre tre anni di lavoro si giunse all’approvazione della relazione Anselmi che offriva al paese lo squallido spaccato di corruzione, manovre , favoritismi ed inquinamenti che avevano ammorbato la vita dell’Italia. Negli anni’70 Tina Anselmi era stata due volte ministro : al Lavoro prima e poi alla Sanità, impostando la grande riforma del servizio nazionale. Una tale capacità politica e di governo, impersonando in modo efficace e positivo il ruolo della donna in politica non era naturalmente improvvisato ma si era maturato attraverso un lungo cammino di formazione. Ancora ragazza , nell’Azione Cattolica, aveva temprato il suo carattere su tre punti fermi : il valore della fede, l’amore per gli altri specie dei più deboli, il valore irrinunciabile della libertà e del rispetto per gli altri. Su questa base Tina Anselmi visse l’esperienza precoce di partigiana , staffetta in bicicletta per portare messaggi oltre le linee controllate dai nazifascisti negli ultimi tempi del regime, ancora più crudele e pericoloso. Il suo nome di battaglia era Gabriella, ma anche in famiglia e in Parlamento l’hanno tutti chiamata Tina. 
L’Italia le deve molto e tutte le donne, dovrebbero coltivare il suo ricordo e la sua testimonianza in un momento così decisivo e tanto importante per tutti.

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