Omicidio del carabiniere e razzismo: Giordano aveva subito accusato le 'risorse' della Boldrini

Il giornalista di Mediaset è sempre più noto per i suoi strepiti in tv in una congiuntura politica e sociale secondo la quale chi più urla dovrebbe avere più ragione

Mario Giordano

Mario Giordano

globalist 27 luglio 2019

In un paese civile ogni morte è una tragedia. In un paese civile la gravità di un omicidio non si dovrebbe mai commisurare al passaporto o al colore della pelle della vittima o dell’assassino.

In un paese civile. Non in Italia e non nei luoghi nel quali i razzisti e gli xenofobi urlano, ululano e strepitano.
Loro, esattamente come tutti coloro che coltivano i pregiudizi, associano ad una intera comunità o ‘categoria’ o etnia qualsiasi fatto negativo mentre, al contrario, reati o delitti commessi da ‘bianchi’ da militare, da persone di classi abbienti sono solo riferiti alla singola persona.
E quindi anche la morte del vice-brigadiere Mario Cerciello Rega era diventata un piatto particolarmente ghiotto per tutti i nostri razzisti o xenofobi nostrani, visto che inizialmente gli assassini erano stati (erroneamente) indicati come spacciatori nordafricani.
Così l’ormai tristemente noto Mario Giordano, quello che ultimamente sta cercando di costruirsi il personaggio strepitano in tv, si era prontamente gettato mani e piedi nel ricco piatto dell’intolleranza, arrivando a tirare in ballo in maniera artatamente fazione l’immancabile Laura Boldrini, ossa l’ex presidente della Camera da anni bersaglio principale dell’odio razzista e vittima di un numero incredibile di fake news messe in giro per moltiplicare l’odio nei suoi confronti.
Giordano, mentre tutto era ancora confuso, aveva affermato in maniera perentoria che autori dell’omicidio del carabiniere erano stati «due nordafricani, due risorse per dirla a la Boldrini».



Una vergognosa strumentalizzazione. Tanto è vero che quando poi in serata è emerso che gli assassini fossero due statunitensi (uno pure biondo) che alloggiavano in un hotel di lusso lo stesso Giordano si è ben guardato dal chiedere scusa e, soprattutto, non ha parlato di ‘risorse trumpiane’.
Resta la vergogna dell’ennesima strumentalizzazione di un fatto di cronaca.