Intitolare una via a Stefano Cucchi? La regione Liguria dice di no

La maggioranza di centro-destra respinge compatta la proposta della sinistra. E usa una scusa: "Non c'è ancora stata una tentenza...".

Stefano Cucchi

Stefano Cucchi

globalist 23 luglio 2019
No agli striscioni per chiedere verità sul caso Regeni, no a una strada dedicato a Stefano Cucchi mentre sono favorevoli a quelle per Almirante, il fascista che ha contribuito a diffondere l’antisemitismo in Italia, premessa delle leggi razziali.
Questa è la nostra destra.
Genova non avrà una via dedicata alla memoria di Stefano Cucchi. O, perlomeno, la Regione non si farà parte attiva per chiedere al Comune di provvedere entro la fine di questa legislatura.
La maggioranza di centrodestra del Consiglio regionale ligure ha, infatti, bocciato la mozione presentata dal capogruppo di Rete a sinistra, Gianni Pastorino.
La proposta ha incassato solo 10 voti favorevoli di Rete a sinistra, Pd e M5s, mentre sono stati 16 quelli contrari della maggioranza di centrodestra compatta. "Visto quello che è emerso in fase processuale e le contromisure che, seppur con colpevole ritardo, sta prendendo l'arma dei Carabinieri, sarebbe importante che anche le istituzioni locali riconoscessero questa ingiustizia pazzesca perpetrata da alcuni rappresentanti dello Stato", afferma Pastorino spiegando le motivazioni che lo hanno portato a presentare la mozione.
Per il capogruppo del Pd, Giovanni Lunardon, "non può essere ammesso alcun uso della forza al di fuori della legge e non può essere ammessa alcuna giustizia sommaria al di fuori di quella amministrata dall'autorità giudiziaria".
Anche per la capogruppo del Movimento 5 Stelle, Alice Salvatore, l'intitolazione di una via a Stefano Cucchi "avrebbe un valore simbolico importante, segno di grande sensibilità istituzionale per un tema troppo a lungo calpestato. Ministero della Difesa e arma dei Carabinieri si sono costituiti parte civile nel processo, segnando un netto cambio di passo nella convinzione che chi sbaglia deve pagare".
La posizione della maggioranza è sintetizzata dal presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, benché nel suo intervento in aula precisi: non c'e' "un vincolo di maggioranza su questo genere di cose, ma siccome in democrazia la forma è sostanza, vorrei sottolineare la totale non competenza di quest'aula sul tema. Inoltre, ci stiamo esprimendo su una storia che non ha ancora neppure una verità repubblicana, che è quella che sancisce un giudice pronunciando una sentenza nel nome del popolo italiano. Credo che sia il minimo che si debba attendere per esprimersi su una storia cosi' delicata. Certamente ci saranno state delle mele marce in questa storia ma nessuno lo ha ancora bollato con la sentenza di un giudice".