Il sindaco leghista di Sassuolo: "No allo striscione su Regeni, viola la neutralità"

Gian Francesco Menani chiama in causa il cerimoniale sugli edifici pubblici. L'ennesima scusa per non ricordare una figura che alla destra italiana non piace

Giulio Regeni

Giulio Regeni

globalist 23 luglio 2019

La verità è una: ai leghisti la storia di Regeni non è mai piaciuta troppo. Perché #primagliitaliani vale solo quando c’è da strumentalizzare qualcosa, altrimenti nulla importa.

Il resto sono scuse: "Restando ferma la solidarietà alla famiglia Regeni e il sostegno alla battaglia per la libertà e i diritti umani", il Comune di Sassuolo, in provincia di Modena, conferma: lo striscione che chiede "verità" per Giulio Regeni sulla facciata del municipio non ci può stare. Perché "su un edificio pubblico, in particolare la sede istituzionale del municipio, non va esposto alcun tipo di vessillo che non abbia carattere istituzionale": per questo "ho disposto la rimozione dello striscione", ha detto ieri sera, in Consiglio comunale il sindaco Gian Francesco Menani, rispondendo ad una interrogazione del Pd.
"A conferma della mia convinzione, il Cerimoniale del Governo, rispondendo a dei quesiti, ha precisato che negli edifici pubblici possono essere esposte soltanto le bandiere pubbliche istituzionali. Ciò per rispettare il carattere di 'neutralità' delle sedi istituzionali, che costituisce sacro principio democratico", ha aggiunto Menani.


Chiedere verità e giustizia per un cittadino italiano sequestrato, torturato e ucciso in Egitto viola la neutralità? La neutralità tra chi? Tra assassini e vittime?