Arrestato un sindaco leghista nel Foggiano: brogli nelle gare pubbliche

Le indagini, condotte dalla guardia di finanza, sarebbero partite dopo una denuncia su irregolarità nelle gare d'appalto nelle quali, secondo l'accusa, sarebbe stato favorito un imprenditore molto vicino al sindaco.

Antonio Potenza

Antonio Potenza

globalist 23 luglio 2019
Russiagate, Savoini, Siri, Arata più una pletora di parlamentari e amministratori arrestati, indagati o già condannati in primo e secondo grado.
Adesso è il turno del sindaco leghista di Apricena (Foggia), Antonio Potenza, che è stato arrestato e si trova ai domiciliari nell'ambito di un'indagine che ha coinvolto altre 15 persone.
I Finanzieri del Comando Provinciale di Foggia dalle prime hanno dato esecuzione all'ordinanza cautelare del Gip del Tribunale di Foggia con la quale è stata disposta l'applicazione di misure cautelari personali nei confronti di 15 soggetti (tre dei quali agli arresti domiciliari ed i restanti sottoposti a misure di natura interdittiva) ritenuti responsabili, a vario titolo, di gravi reati contro la Pubblica Amministrazione, la "par condicio imprenditoriale", la Fede Pubblica ed il Patrimonio.
Potenza è al suo secondo mandato e, dopo anni di militanza in Forza Italia, ha aderito alla Lega.
Le indagini hanno preso le mosse dalla querela presentata da un privato cittadino, con la quale venivano segnalate "gravi irregolarità" nelle procedure di aggiudicazione di importanti commesse pubbliche da parte del Comune di Apricena. A beneficiare di tali irregolarità, secondo il querelante, un noto gruppo imprenditoriale del posto, ritenuto "vicino" al sindaco del Comune di Apricena.
All'esito delle indagini, nei confronti del Sindaco del Comune di Apricena, interessato dalla misura cautelare degli arresti domiciliari, "sono stati acquisiti gravi indizi in ordine alla commissione dei reati di concussione, peculato d'uso ed abuso di ufficio".
Nell'ordine, è stato accertato come il primo cittadino del Comune di Apricena, nel febbraio 2018, spiega la Guardia di Finanza, "abbia costretto un componente del proprio staff a rinunciare al posizionamento ottenuto nella graduatoria finale di un concorso pubblico cui aveva partecipato, in modo tale da consentire ad altro candidato di risultare vincitore della selezione. L'intera condotta era mossa da ragioni di natura politica, risultate prevalenti rispetto al rigoroso rispetto della legalità".
Le captazioni telefoniche e tra presenti e le correlate escussioni testimoniali hanno poi dimostrato come il Sindaco del Comune di Apricena, nel gennaio del 2018, "abbia impiegato, per disbrigare impegni di natura privata e connessi alla professione di ingegnere, autovettura in dotazione al Comune per l'esecuzione di attività istituzionali".
Al novembre 2017 risale, invece, il presunto affidamento illecito, da parte del Sindaco di Apricena, "dei lavori di realizzazione dell'impianto di videosorveglianza dell'immobile sede del Comune in favore di imprenditore compiacente. In particolare, nel corso delle attività di indagine, emergeva come il Sindaco utilizzasse personalmente una scheda telefonica intestata alla madre di tale imprenditore".
In tutto sono 25 i soggetti coinvolti, ai quali è stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari.