La campagna d'odio su Bibbiano dà i suoi frutti: minacce di morte al presidente dell'arcigay

Vincenzo Branà ha ricevuto la telefonata di un invasato e ha denunciato i fatti alla polizia. Da giorni c'è una strumentalizzazione che presenta la storia come una sorta di complotto di gay e comunisti

Vincenzo Branà

Vincenzo Branà

globalist 20 luglio 2019

Uno squilibrato, forse. Ma certo è il risultato di una campagna strumentale attraverso la quale si cercano di attribuire al Pd e ai gay - e non alle persone sotto inchiesta - i fatti di Bibbiano.


Una campagna d'odio che sta dando i suoi frutto: "Cosa state coprendo a Reggio Emilia, brutte merde? Togliete i figli per darli ai gay. Dimmi dove sei frocio bastardo che vengo a tagliarti la gola. Ti ammazzo frocio di merda".
Questo il contenuto di una telefonata minatoria ricevuta dal presidente di Arcigay Bologna Vincenzo Branà, che ha immediatamente denunciato il fatto alla Polizia che ora è in possesso del numero dal quale è partita.
Ha scritto Branà:
"E avanti così per due minuti esatti, centoventi secondi di odio urlato, con la bava alla bocca. Questo è il contenuto di una telefonata che ho ricevuto sul mio cellulare la sera del primo luglio, poco dopo le 22, da uno sconosciuto, un anonimo, e che quella sera stessa ho denunciato all’autorità competente.
La rendo pubblica solo oggi perché ció che quella sera mi era parso essere un fatto isolato, al quale non bisognava dare visibilità, oggi - alla luce di quanto è successo negli ultimi venti giorni - mi pare tutt’altra cosa.
La strumentalizzazione della vicenda degli affidi di Bibbiano, le cui indagini hanno prodotto già due clamorose smentite, si sta rivelando essere una strategia precisa, molto simile al terrorismo, che tiene assieme Governo, estrema destra, gruppi provita, stampa becera e che ha dei precisi obiettivi. Uno di questi è senza dubbio la comunità lgbti, che i partiti di destra chiedono di schedare e controllare. Nella nostra regione, in particolare, questa vicenda viene utilizzata per colpire la legge contro l’omotransfobia, usando ogni mezzo, compreso quello dell’intimidazione della sua relatrice, la consigliera Roberta Mori Due, che ieri si è ritrovata uno striscione di Forza Nuova all’arrivo sul posto di lavoro e alla quale va tutto il mio sostegno e la mia solidarietà.
La mia domanda è: ci rendiamo conto tutt* di quanto grave è quello che sta succedendo? Riusciamo a cogliere il legame stretto tra gli striscioni, le minacce, le dichiarazioni del vicepremier, le sentinelle in piedi, la campagna mediatica e tutto quello che ancora verrà?
Personalmente non mi sento in pericolo per quella telefonata. Sento però che siamo tutti in pericolo, un pericolo molto serio, per quello che sta succedendo.
La vicenda di Bibbiano non va sottovalutata, ma non va nemmeno strumentalizzata. E soprattutto va indagata, tenendo al sicuro i bambini dalla follia degli adulti, quelli coinvolti e quelli che usano le loro storie per fini politici.