Il leghista Savoini usa l'espressione a rischio: sul Russiagate è 'sereno'

Il cosiddetto 'sherpa' di Salvini in Russia davanti ai pm di Milano, si è avvalso della facoltà di non rispondere

Savoini

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globalist 16 luglio 2019
Coinsiderando i precedenti non ha scelto l'espressione più felice. Perché chi sta serreno alla fine rischia di essere gabbato: Gianluca Savoini "è sereno". Così il difensore Lara Pellegrini ha spiegato quale è lo stato d'animo dell'ex portavoce di Matteo Salvini e fondatore dell'associazione Lombardia-Russia, indagato dalla procura di Milano per corruzione internazionale.
Ieri Savoini si è avvalso della facoltà di non rispondere, "una scelta puramente tecnica", sottolinea l'avvocato. "Considerato che ad oggi siamo di fronte ad un'inchiesta giornalistica trasferita in sede penale, preferiamo aspettare il deposito degli atti da parte della Procura per confrontarci su una base concreta", chiosa il difensore di Savoini coinvolto nell'inchiesta sui presunti fondi russi destinati alla Lega.
La strategia della difesa
Durante l'interrogazione davanti ai Pm di Milano, Gianluca Savoini, quello che non aveva niente da nascondere, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il suo avvocato, Lara Pellegrini, ha dichiarato che "quando sarà depositato il fascicolo del pubblico ministero e avremo modo di studiare le carte, renderemo interrogatorio". 
Al momento stiamo discutendo di un'inchiesta giornalistica trasferita in sede giudiziaria e noi preferiamo confrontarci sulle prove raccolte dal pm" ha continuato l'avvocato. 
Pellegrini ha spiegato che "se durante l'inchiesta ci sarà un deposito intervento di documenti in relazione a qualche attività istruttoria, Savoini potrebbe anche decidere di rendere interrogatorio". Al momento, a quanto si apprende, l'unica cosa che è stata notificata a Savoini e alla sua difesa è stato solo l'invito a comparire.
Le "indagini sono complesse, lunghe, laboriose e internazionali". Usa più aggettivi il procuratore capo di Milano Francesco Greco per spiegare l'inchiesta sui presunti fondi russi alla Lega. Per oggi lascia intendere che "non è previsto nulla", ossia non dovrebbero esserci ulteriori interrogatori all'indomani di quello di Gianluca Savoini, indagato per corruzione internazionale.